Laura Cingolani, di Adnkronos, intervista Silvia Francescon: “Aldilà dei rischi, va detto però che non tutto il male viene per nuocere e che anche per chi, come me, è pro-Europa è auspicabile che vi siano cambiamenti. Tutti condividiamo il fatto che lo status quo non può andare e che l'ondata anti-establishment sta favorendo un cambiamento”
Lettonia e Lituania hanno annunciato l’aumento delle spese militari, allineandole ai requisiti della Nato: due per cento del PIL entro il 2020. All'inizio di aprile, la NATO ha assicurato il sostegno ai membri orientali. L'Alleanza non ha escluso la predisposizione di basi militari permanenti nei paesi baltici e sta valutando l'invio di nuove truppe lungo i confini orientali.Altri paesi occidentali confinanti con la Russia, ossia Finlandia e Svezia, hanno invece optato per un approccio più cauto. L’ingerenza russa in Ucraina ha certamente provocato preoccupazione, ma i due paesi non hanno adottato misure concrete per cambiarela propria strategia militare.
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