Cambio di regime in Russia?

La fine della "democrazia gestita" e l'Europa

Senior Policy Fellow
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I leader europei arrivati oggi a  Yekaterinburg per il Summit EU-Russia, si troveranno dinanzi ad una nuova Russia diversa e cambiata negli anni. L’Europa dovrà pertanto avere ben chiaro su come interagire con questa nuova Russia “post-Putin”.

Sebbene Vladimir Putin sia ancora al Cremlino, l’era della “democrazia controllata” – quando Mosca manipolava la politica con il consenso dei governati grazie all’alto prezzo del petrolio – è finita. Al contrario, la terza presidenza di Putin è fragile, punta più sulla coercizione che sulla cooptazione, ed è travagliata da problemi economici.

Il nuovo memo di ECFR – “Regime change in Russia”a cura di Kadri Liik– analizza come sia cambiata la natura del potere di Putin, e mette nero su bianco come l’Europa dovrà trattare con la nuova Russia.

•        L’Europa dovrà fare i  ‘compiti a casa’  su diversificazione dell’approvvigionamento energetico e creazione di un mercato comune dell’energia e su iniziative anti-corruzione. Questo dovrebbe rendere gli stati membri meno vulnerabili alla tattica ‘divide et impera’ di Mosca.

•        L’Europa dovrà cercare maggiore cooperazione sul Medio Oriente per favorire un accordo su Siria ed Iran senza tuttavia concedere carta bianca alla Russia, su questioni quali i diritti umani e la democrazia.

•        L’Europa dovrà essere più unita: come sempre, Putin sarà pronto a sfruttare l’indecisione e la debolezza dell’Europa, ad esempio su questioni come la concessione dei visti.

Secondo Kadri Liik “la terza presidenza di Putin sta subendo un calo dei consensi e una diffusa insoddisfazione che si manifestano attraverso un’opposizione estesa ma ancora frammentata, a cui si aggiunge la mancanza di sicurezza una volta legata di un alto prezzo del petrolio. L’Europa dovrà imparare a fare i conti con questa nuova Russia, capirne l’evoluzione, e strutturare politiche più efficaci di dialogo.”