European Foreign Policy Scorecard 2015

La quinta edizione del Foreign Policy Scorecard di ECFR esamina la risposta dell'UE e degli Stati membri a un anno di crisi

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European Foreign Policy Scorecard 2015: chi guida e chi blocca la politica estera dell’Ue

Il 2014 è stato l'anno delle crisi ai confini europei. A Est, la Russia ha annesso la Crimea e l’Ucraina orientale è stata dilaniata dalla guerra. A Sud, l'auto-proclamatosi Stato Islamico ha preso il controllo di buona parte della Siria e del nord dell'Iraq. La guerra civile è continuata in Siria, generando un'emergenza profughi di proporzioni enormi, cominciata in Libia. I conflitti nei paesi vicini hanno provocato una tragedia umanitaria nel Mediterraneo, con un numero sempre crescente di migranti che cercano di raggiungere le coste europee.

Esce l’edizione 2015 dello “European Foreign Policy Scorecard”, realizzata con il sostegno di Compagnia di San Paolo, che evidenzia i successi e fallimenti della politica estera europea nel 2014.

Tra gli elementi più significativi dello SCORECARD:

Il declino delle relazioni con la Russia: è svanita l'illusione di una partnership con la Russia, mentre la politica di forza è tornata sulla scena. 

La politica estera europea nel 2014: nonostante le purtroppo ormai classiche divisioni, l’UE è riuscita a fare fronte comune sulle sanzioni contro Mosca. Per questo motivo quest’anno è stato assegnato un voto più alto soprattutto per l’unità dimostrata. Tuttavia, nel 2014 le altre gravi crisi internazionali sono rimaste in secondo piano rispetto alla minaccia russa: nonostante il giudizio positivo sull’approccio verso Mosca e sulle relazioni con i paesi del Partenariato orientale (soprattutto l’Ucraina), l’Unione europea non si è concentrata su altre regioni come il MENA o i Balcani occidentali, ottenendo così un voto inferiore rispetto l'anno recedente. Per quanto riguarda Stati Uniti e Cina il giudizio è simile a quello dello scorso anno, ovvero rispettivamente Buono (B) e Quasi Buono (B).

La Germania risulta protagonista, mentre la Francia si allontana dal centro della scena europea. Quest’anno Berlino ha dominato il decision making della politica estera europea più di qualsiasi altro stato membro e in tutte le regioni prioritarie. La Francia continua ad avere un ruolo di apripista in aree di interesse strategico, come la Repubblica Centrafricana, e nel contrastare l’avanzata dell’ISIS, ma non si è dimostrata leader su tutti i dossier, ad esempio per quanto riguarda gli aiuti allo sviluppo e umanitari, contrariamente al Regno Unito e Svezia. Mentre tutti parlavano di “Brexit”, il Regno Unito ha agito da leader almeno una volta per ogni area, esclusa l'Asia.

Dicono dello Scorecard:

Un’analisi innovativa della politica esteraForeign Affairs

Lo Scorecard è fondamentale per chi fa la politica esteraRadosław Sikorski, già Ministro degli Affari Esteri polacco.

DOWNLOAD: PDF, Kindleo EPUB.

CONTATTI:

Per la valutazione sull’Italia: Silvia Francescon, [email protected]; +393463757990; +390667076791

Per le valutazioni tematiche:

Susi Dennison: [email protected]+44 7753662091/ +33 782 61 52 11@sd270

Rachel Tausendfreund:[email protected]+49 30 3250 51015 @thousandfriend

Russia: Kadri Liik [email protected] +44 77 113 77 124 @kadriliik

Europa allargata: Vessela Tcherneva [email protected]+359 888 613 641 @vtcherneva

MENA: Daniel Levy [email protected] +44 758 46 35 215

Asia/Cina : Francois Godement [email protected]+33 611 72 75 44

Gestione delle crisi: Richard Gowan [email protected] +1 91 797 566 29 @RichardGowan1

Stati Uniti: Thomas Wright [email protected] +1 202 797 6072 @thomaswright08

Gli uffici nazionali di ECFR sono disponibili per commentare i vari stati membri: Berlino, Parigi, Madrid, Roma, Varsavia, Sofia.

Ufficio stampa di ECFR: [email protected] +44 207 227 68 64

APPENDICE 1: I VOTI PER LE SEI AREE

RUSSIA (B- /QUASI BUONO): Ci sono voluti mesi dopo l'annessione della Crimea da parte della Russia ma, nella seconda metà dell'anno, l'UE si è dimostrata unita nell’approvare un’incisiva politica di sanzioni contro la Russia. Combinate alla caduta del prezzo del petrolio, le sanzioni hanno affondato le prospettive economiche della Russia. Tuttavia L’Europa deve ancora sviluppare una strategia post-sanzioni.

STATI UNITI (B/ BUONO): le relazioni transatlantiche sono state dominate dalla crisi ucraina e, soprattutto dopo l'abbattimento del volo MH17, sono andate avanti. La gestione della cooperazione UE-USA in Medio Oriente è stata discutibile, sia il TTIP (partnership con Europa) sia dossier di scontro con l'UE (vedi caso Snowden) hanno proceduto a rilento.

ALLARGAMENTO EUROPEO (B- / QUASI BUONO): L'Unione europea ha firmato Accordi di associazione con Georgia, Moldavia e Ucraina ma, nel complesso, gli sforzi per proteggere la scelta europea nel vicinato orientale sono stati insufficienti. Di fronte alla mancanza di progressi nei Balcani occidentali, l'allargamento è stato congelato e gli Stati membri si sono divisi su come affrontare le tendenze anti-democratiche e il ruolo regionale della Turchia.

MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA (C /SUFFICIENTE): Ad eccezione dell’importante svolta democratica in Tunisia, l’instabilità si è ulteriormente diffusa in tutta la regione, con l’avanzata dell’ISIS e i conflitti in Libia, Siria, Yemen e a Gaza. L’Europa non riesce a trovare una risposta strategica, mentre gli Stati del GCC, l’Iran e la Turchia prendono la guida.

ASIA E CINA (B-/ QUASI BUONO): sebbene gli stati europei abbiano allungato la mano verso le altre potenze asiatiche, i rapporti con la Cina, incentrati sugli investimenti, sono rimasti il nodo principale del 2014. La Cina ha continuato ad affermare la propria potenza marittima nell’area, ma la risposta dell’UE nel ribadire l’importanza del diritto internazionale è stata limitata.

QUESTIONI MULTILATERALI E GESTIONE DELLE CRISI (B- /QUASI BUONO): la crisi dei rifugiati provenienti dalla Siria, la questione dei migranti nel Mediterraneo, ebola in Africa occidentale, i conflitti in Africa centrale e Mali e la lotta all’ISIS hanno evidenziato i limiti dell’interventismo dell’UE in tempi di austerità. La crisi ucraina ha posto in luce le lacune della diplomazia multilaterale, dimostrando come il resto del mondo non segua necessariamente l'Occidente.

APPENDICE 2: “LEADERS” E “SLACKERS”

TOP “LEADER”: Germania (17), Svezia (11), GB (11), Francia (8), Polonia (6) 

TOP “SLACKER”: Malta (3), Austria, repubblica Ceca, Francia, Olanda, Polonia, Romania, Gran Bretagna (2)