CENT’ANNI DI SOLITUDINE BRITANNICA: IL PENSIERO MAGICO SU BREXIT E SICUREZZA

La Brexit renderebbe più difficile combattere crimine e terrorismo, ridurrebbe il ruolo britannico di leader e indebolirebbe la NATO

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In caso di Brexit, sarebbe più difficile combattere crimine e terrorismo, si ridurrebbe la capacità britannica di guidare e influenzare i propri partner e verrebbe indebolita la NATO – mettendo a rischio le future generazioni di cittadini britannici.

A seguito delle recenti dichiarazioni di David Cameron e di ex-comandanti NATO secondo cui la Brexit renderebbe la Gran Bretagna meno sicura, il nuovo Rapporto ECFR “One Hundred Years of British Solitude: Magical thinking about Brexit and security” a cura di Mark Leonard, Nick Witney e Susi Dennison, analizza gli argomenti del “si” e del “no” sulla base di interviste con ex alti funzionari di sicurezza, esperti regionali e degli ultimi cinque ultimi anni della politica estera europea.

Secondo il rapporto ECFR, se consideriamo il passo indietro americano dal ruolo di poliziotto globale e un mondo diviso in centri di potere rivali, la Gran Bretagna ha ora più che mai bisogno degli alleati europei. L’UE è in una posizione privilegiata per avere influenza avvalendosi delle armi più potenti del 21° secolo: non pistole e bombe, ma sanzioni, regolamenti e regimi commerciali.

La membership nell’UE comporta sette benefici in materia di sicurezza:

1) La politica di sicurezza dell’UE è modellata sugli interessi britannici. Il Regno Unito ha influenzato decisioni chiave dell’UE, come le sanzioni sulla Russia e la risposta alla crisi siriana. Secondo il Foreign Policy Scorecard di ECFR, che misura l’influenza degli Stati membri sulle politiche dell’UE, il Regno Unito è sempre nelle prime tre posizioni. Londra prende il meglio di entrambe le dimensioni perché ha un potere di veto: la Gran Bretagna accrescere il proprio potere con il sostegno dell’UE; tuttavia non è vincolata dalle politiche degli altri Stati membri.

2) La cooperazione tra le polizie dell’UE rende i britannici più sicuri. Solamente negli ultimi cinque anni, il Mandato d’Arresto europeo ha consentito alla Gran Bretagna di assicurare alla giustizia 650 persone, tra evasori fiscali, truffatori, trafficanti di droga, trafficanti di esseri umani, un caso di pedofilia e un altro di violenza sessuale.

3) Lo scambio europeo di informazioni di intelligence è cruciale nella lotta al terrorismo. Molte delle informazioni più importanti sul terrorismo provengono da partner europei. La membership dà accesso a una grande quantità di dati necessari per seguire i movimenti dei terroristi.

4) La Gran Bretagna influisce sulle sanzioni UE, ormai diventate uno degli strumenti più importanti per mettere in difficoltà player globali come Russia o Iran. Attualmente, l’UE ha in essere sanzioni contro 38 paesi o soggetti.

5) L’UE dà al Regno Unito maggiore prestigio. In un mondo dominato da potenze di grandezza continentale e regioni che si stanno integrando, l’UE conferisce prestigio al Regno Unito. Tutti i partner chiave extra-UE del Regno Unito vogliono che Londra rimanga nell’Unione, da Pechino e Washington agli Stati del Commonwealth. Al contrario, la Brexit è sostenuta da Marine Le Pen, Putin e Donald Trump.

6) Il Regno Unito mantiene i controlli di frontiera.  La membership comunitaria consente alla Gran Bretagna di spingere i propri confini fino a Calais. E, nonostante nel 2015 abbia ricevuto solamente il 3% dei richiedenti asilo dell’UE, il Regno Unito è il sesto maggiore destinatario del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione, ricevendo circa 40 milioni di Euro l’anno.

7) La NATO ha bisogno di un Regno Unito forte in un’UE forte. Gli attuali vertici della NATO, come anche i cinque più recenti predecessori, hanno sollecitato la Gran Bretagna a restare nell’UE.