The new power couple: Russia e Iran in Medio Oriente

Russia ed Iran non sono mai state così vicine dai tempi della Seconda Guerra Mondiale

Deputy Director, Middle East and North Africa programme
Senior Policy Fellow
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Russia ed Iran non sono mai state così vicine dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. L’Occidente dovrà fare i conti con questo nuovo trend: Mosca e Teheran influenzeranno il futuro della regione mediorientale ancora per molto tempo. L’intervento congiunto in Siria ne è la dimostrazione.

Secondo “The new power couple: Russia and Iran in the Middle East”, a cura di Ellie Geranmayeh e Kadri Liik, nel corso dell’ultimo anno, Mosca e Teheran hanno costruito un’efficace coalizione militare a sostegno del regime di Assad. Assad ne è uscito rafforzato, mentre l’escalation di violenza ha un creato un flusso maggiore di rifugiati verso l’Europa. L’alleanza ha anche fatto sì che  l’Europa fosse ancora più marginalizzata sul piano diplomatico. La decisione iraniana di permettere alle truppe russe di usare la base aerea di Shahid Nojeh per i bombardamenti aerei in Siria rimarca la risolutezza di entrambi nel salvaguardare i rispettivi interessi strategici attraverso un’intensificazione degli sforzi militari.

Questo nuovo legame fra Russia e Iran è fondato su una visione comune dell’ordine globale, sull’opposizione alle politiche occidentali in Medio Oriente e sulla necessità di mantenere un’influenza strategica nella regione.

Teheran rappresenta per Mosca un alleato utile in una regione altamente instabile e un importante partner operativo nel contenimento delle ambizioni regionali statunitensi.

Mosca, delusa dal fallimento del tentativo di normalizzazione con gli Stati Uniti e dalle politiche occidentali in Medio Oriente e nello spazio post-sovietico, si è rivolta a nuovi partner. Di conseguenza, l’Iran è diventato un interlocutore importante per rafforzare la posizione russa in Medio Oriente vis-a-vis l’Occidente.

Per l’Iran invece, la Russia rappresenta un sostegno cruciale per i propri interessi legati alla sicurezza regionale e per rilanciare la propria strategia difensiva in un periodo di minacce senza precedenti. Tuttavia, all’interno della leadership iraniana è in corso un dibattito su come meglio garantire la propria sicurezza strategica e su come raggiungere gli obiettivi economici del paese, puntando contemporaneamente su Russia ed Europa.

Con riferimento alla Siria, i due paesi hanno costruito una vantaggiosa partnership in termini di hard power, fondata sul perseguimento di interessi regionali e globali. Nonostante vi sia qualche contrasto sulle reciproche posizioni, il conflitto siriano sembra essere l’inizio di una duratura cooperazione fra Mosca e Teheran, in virtù delle rispettive ambizioni globali e regionali. Se, da un lato, potrebbero nascere opportunità per una più profonda cooperazione militare, dall’altra, come per esempio nella lotta a Daesh in Iraq, questo rapporto è contraddistinto da interessi differenti e limitazioni geopolitiche che, alla fine, mineranno l’intesa.

L’Europa dovrebbe prendere consapevolezza del fatto che, specialmente riguardo la sicurezza regionale e la politica occidentale delle sanzioni, è probabile che l’asse Teheran-Mosca si rafforzerà molto di più rispetto al singolo rapporto bilaterale che ciascuno dei due attori ha con l’Europa. Invece di perseguire politiche che hanno lo scopo di provocare divisioni fra Iran e Russia, l’Europa dovrebbe cercare di relazionarsi con entrambi, in primis per contenere la spirale di violenza in Siria. La recente distensione con l’Iran offre all’Europa un vantaggio sia sugli Stati Uniti che sulla Russia nel favorire un approccio costruttivo da parte di Teheran.                                                                            

L’Europa può disporre di un’influenza limitata: ciononostante, potrebbe impiegarla al meglio per aprire la strada ad una futura transizione positiva.