Gulf of difference: come l’Europa può spingere le monarchie del Golfo verso la pace con l’Iran

L'insediamento dell'amministrazione Biden a Washington, e la percezione del disimpegno degli Stati Uniti dalla regione, offre agli europei l'opportunità di contribuire a ridurre le tensioni tra le monarchie del Golfo e l'Iran

President Donald Trump and King Salman bin Abdulaziz Al Saud of Saudi Arabia attend the meeting of the Leaders of the Cooperation Council for the Arab States of the Gulf CountriesShealah Craighead ©
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Nel corso dell’ultimo decennio, la regione del Medio Oriente e Nord Africa è stata sensibilmente rimodellata dalle tensioni tra le monarchie del Golfo e l’Iran. Queste dinamiche hanno avuto un effetto diretto sui principali interessi europei – la sicurezza delle rotte terrestri e marittime, lo sgretolamento dell’accordo sul nucleare iraniano e le crisi regionali in Yemen, Siria, Iraq, Libano e Corno d’Africa.

Questa situazione ha spinto governi ed istituzioni europeee ad appoggiare un necessario dialogo regionale sulla sicurezza, che potrebbe ora essere a sua volta sostenuto dall’amministrazione Biden negli Stati Uniti.

Ma se i Paesi europei vogliono davvero svolgere un ruolo significativo, disinnescando le crescenti tensioni alimentate dall’amministrazione uscente di Trump, devono impegnarsi per capire più a fondo e reagire in modo più puntuale a percezioni di sicurezza e obiettivi strategici dei Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG), un blocco regionale costituito da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Kuwait, Oman e Qatar.

Nel nuovo policy brief di ECFR, Gulf of difference: How Europe can get the Gulf monarchies to pursue peace with Iran, l’autrice Cinzia Bianco valuta le posizioni delle monarchie del Golfo verso l’Iran – e come l’Europa dovrebbe navigarle.

Tra i  principali risultati:

  • Le monarchie del Golfo si trovano di fronte a un dilemma fondamentale: promuovere i propri interessi di sicurezza attraverso la deterrenza o attraverso un nuovo processo diplomatico.
  • L’insediamento dell’amministrazione Biden a Washington, e la percezione del disimpegno degli Stati Uniti dalla regione, offre agli europei l’opportunità di contribuire a ridurre le tensioni tra le monarchie del Golfo e l’Iran.
  • L’interesse europeo sta nel sostenere un ritorno all’accordo sul nucleare iraniano e supportare un dialogo regionale tra le monarchie del Golfo e l’Iran, promuovendo un approccio più atto a perseguire una stabilità duratura.
  • L’Europa può sostenere questo processo rafforzando la propria posizione in ambito di sicurezza regionale, e affrontando di petto le tensioni geopolitiche al centro delle rivalità regionali.

Secondo Cinzia Bianco, la promozione di un processo di sicurezza regionale è l’unico modo sostenibile per disinnescare quelle tensioni, ormai radicate, che hanno danneggiato alcuni vitali interessi europei. In questo quadro, l’Europa dovrebbe lavorare proattivamente con l’amministrazione Biden per incoraggiare le monarchie del Golfo a impegnarsi in un dialogo regionale in materia di sicurezza; un dialogo, questo, che sarà anche essenziale per consolidare la reintroduzione dell’accordo nucleare con l’Iran.

Cinzia Bianco, Visiting Fellow del Programma MENA di ECFR, afferma:

Gli europei dovrebbero cercare di far leva sulle preoccupazioni delle monarchie del Golfo riguardo alla sicurezza regionale e al ruolo sempre più ridotto degli Stati Uniti; ciò permetterebbe loro di assicurarsi un ruolo in vista di una rinnovata diplomazia con l’Iran.”

Il rapporto ECFR si concentra su una serie di misure che gli europei potrebbero perseguire a sostegno di questo obiettivo, tra cui: assumere un più forte ruolo securitario – soprattutto nel settore marittimo – per migliorare la propria credibilità come interlocutori in materia di sicurezza; spingere in modo assertivo i principali attori regionali ad affrontare le specifiche preoccupazioni geopolitiche al centro dei focolai di tensione; rafforzare tanto necessari quanto innovativi processi di costruzione della fiducia a livello regionale.