Il significato della rivalità sistemica: Europa e Cina post- pandemia

La crisi sta rafforzando le richieste all'Europa di posizionare la propria politica verso la Cina su una prospettiva più aperta, verificabile e basata su valori

Associate Senior Policy Fellow
Mauro Bottaro/European Union ©
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L'Europa sta aprendo un nuovo dibattito sulla Cina. L'anno scorso l'Unione Europea ha pubblicato un documento strategico in cui ha definito la Cina come “rivale sistemico”, evidenziando una chiara rottura dell'equilibrio su cui si basavano le relazioni sino-europee. La pandemia sta accelerando questo processo. Nel suo ultimo rapporto ECFR Andrew Small sostiene che l'Europa debba incrementare gli sforzi per fare un bilancio delle relazioni con la Cina una volta usciti dalla crisi. Il comportamento dello Partito Cinese durante le prime settimane dell'epidemia a Wuhan e la dipendenza dell'Europa dalla Cina per apparecchiature critiche sono stati motivi sufficienti per stimolare una revisione del rapporto UE-Cina.

Il modo in cui Pechino ha gestito una delle prove più difficili degli ultimi tempi per i governi europei – e per il progetto europeo stesso – garantisce che ci sarà una resa dei conti politica.

Tra punti principali del report:

  • La gestione della pandemia da parte di Pechino ha cambiato la percezione europea sull’affidabilità della Cina in scenari di crisi e sul suo approccio al progetto europeo.
  • Il fabbisogno immediato di forniture mediche da parte dell’Europa e la grave situazione economica limiteranno la portata dei cambiamenti della politica nei confronti della Cina – o almeno per ora
  • Ma su questioni che variano dalle catene di distribuzione alla concorrenza ideologica, i governi europei hanno ricalibrato la loro visione delle dinamiche con la Cina all'indomani della crisi
  • La crisi sta anche intensificando le richieste da parte dei parlamenti europei, dei media e dei cittadini di una politica europea nei confronti della Cina che sia più trasparente, responsabile e basata sui valori
  • Il perseguimento da parte dei governi di un approccio “business as usual” con Pechino è sempre più difficile da sostenere.

L’esercizio decisivo di una valutazione geopolitica e geo-economica da parte dell'Europa sarà fatto solo all'indomani delle elezioni presidenziali americane di novembre. Ma i leader europei devono prendere una serie di decisioni critiche prima di allora.

I leader europei dovrebbero fare attenzione a non aggravare quelle dinamiche già problematiche durante la crisi

Hanno già dibattuto se i piani di ripresa economica dell'UE servano adeguatamente i loro obiettivi climatici, digitali, industriali e politici a lungo termine.

Queste questioni hanno uguale importanza per la Cina. Se qualche anno fa i Paesi europei fossero stati consumati da una crisi economica e sanitaria simultanea, avrebbero fatto cadere queste questioni nel dimenticatoio. Al giorno d’oggi la Cina è talmente legata a tutte le scelte politiche ed economiche più importanti per l’Europa che un simile uno scenario sarebbe impossibile.