Dalla crisi alle riforme: Il covid può rappresentare un’opportunità per la Tunisia

É un momento delicato per la transizione democratica in Tunisia e l'Europa ha un interesse fondamentale nel garantirne il successo

ECFR Alumni · Visiting Fellow
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Le ultime elezioni presidenziali e parlamentari, tenutesi a settembre e ottobre 2019, rappresentano pietre miliari nel processo di democratizzazione della Tunisia. L'ascesa di personalità anti-partito e di movimenti radicali ha ricordato alle élite politiche tunisine come le profonde disuguaglianze socioeconomiche e la corruzione continuino a destabilizzare il fragile sistema politico del Paese.

In questo contesto, il covid-19 ha aggravato alcune delle problematiche già presenti tra cui la crisi economica, la disuguaglianza sociale e regionale, l'inadeguatezza dell'assistenza sanitaria e l'instabilità politica. Ciò mette alla prova la competenza e l'unità della coalizione al potere ma può anche rappresentare un’opportunità per portare avanti le riforme necessarie.

Dalla crisi alle riforme: Il covid-19 può rappresentare un’opportunità per la Tunisia, il nuovo rapporto ECFR a cura di Thierry Brésillon e Hamza Meddeb, analizza le sfide politiche ed economiche della Tunisia ed esamina come l'Unione europea e i suoi Stati membri possano sostenere il Paese nell’intraprendere il cammino delle riforme. L'Europa ha un interesse fondamentale nel garantire il successo della transizione democratica della Tunisia

A breve termine, l'UE può incoraggiare le istituzioni finanziarie internazionali ad essere flessibili nelle loro richieste alla Tunisia, aiutando a risanare il debito del paese e creare un contesto politico che permetta al governo di attuare le riforme economiche. A lungo termine, la Tunisia e l'UE dovrebbero impegnarsi in un dialogo strategico che comprenda non solo il commercio e la sicurezza, ma anche gli investimenti, la modernizzazione economica, l'economia verde e la digitalizzazione. Così facendo, l'UE potrebbe diventare l'ancora esterna di cui la Tunisia ha bisogno per consolidare la sua democrazia. 

Tra i risultati principali della ricerca:

  • Le elezioni tunisine del 2019 hanno prodotto un voto anti-establishment e hanno portato ad un panorama politico frammentato.
     
  • Il Parlamento è profondamente diviso e manca di una base solida per una politica stabile ed efficiente, mentre il nuovo presidente non ha né esperienza politica né un partito per mettere in moto la sua agenda.
     
  • Le elezioni del 2019 potrebbero aver finalmente posto fine all'accordo transazionale di condivisione del potere forgiato da Ennahda e dai rappresentanti del vecchio regime, il quale a lungo non ha tenuto conto delle grandi sfide socioeconomiche del Paese.
     
  • Il governo dovrebbe partire dalla sua strategia di successo alla pandemia covid-19 per costruire un compromesso che includa l'onere della riforma economica nell’agenda dei principali attori politici e gruppi d'interesse.
     
  • In caso contrario, il conseguente aumento della tensione economica e sociale potrebbe rafforzare le forze antidemocratiche e destabilizzare la Tunisia.
     
  • L'Unione Europea dovrebbe sostenere il governo tunisino nell’intraprendere la strada delle riforme avviando un dialogo strategico finalizzato a riconsiderare alcune priorità e identificare interessi comuni.