Gli elettori britannici guardano a una maggiore cooperazione internazionale

A causa del Covid-19 gli elettori britannici guardano a una maggiore internazionale, rivela l'ultimo sondaggio ECFR nel Regno Unito

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Introduction

Secondo una nuova ricerca dello European Council on Foreign Relations, le cosiddette “tribù” elettorali della Brexit, create durante il referendum del 2016 culminato con la vittoria alle elezioni generali di Boris Johnson lo scorso dicembre, stanno già svanendo.

I sondaggi YouGov e Datapraxis commissionati da ECFR, rivelano come il coronavirus abbia cambiato l'atteggiamento dei britannici nei confronti del mondo, dell'Europa e dello Stato britannico stesso. Ciò implica che pandemia potrebbe porre un punto all’era Brexit della politica britannica, che dura ormai da oltre quattro anni. Questo Policy Brief sostiene che il nuovo clima nel Regno Unito sia una grande opportunità per il Partito laburista per rimettersi in gioco.

È significativo che i dati mostrino come gli elettori britannici guardino sempre più alla cooperazione internazionale per il recupero dal COVID-19. Il sondaggio dimostra, ad esempio, che due terzi degli intervistati credono nella necessità di una maggiore cooperazione con i partner internazionali, in particolare l'UE, nella loro lotta contro il virus – mentre solo il 18% pensa che la globalizzazione sia “andata troppo oltre”.  Inoltre, i dati rivelano anche che, nonostante la richiesta di una risposta più coordinata all'attuale pandemia sanitaria, la fiducia nel tradizionale alleato del Regno Unito, gli Stati Uniti, è peggiorata in modo significativo. Atteggiamenti simili sono stati espressi anche nei confronti della Cina, in cui molti ritengono abbia avuto origine il COVID-19.

Tra i risultati principali del sondaggio:

  • Le diverse “tribù” identitarie create dalla Brexit si stanno sciogliendo. La pandemia ha completamente cambiato la nozione ormai tradizionale secondo cui la politica britannica è divisa lungo le linee di faglia della Brexit, secondo cui il Partito Conservatore rappresenta gli elettori conservatori nelle città e nelle campagne, mentre il Partito Labourista rappresenta i giovani laureati e le minoranze etniche. Gli elettori sono ora più propensi a giudicare il governo in base alla sua competenza in risposta alla pandemia piuttosto che in base al suo atteggiamento nei confronti della Brexit.
     
  • Il sostegno dell’attuale governo è diminuito durante la pandemia – anche tra gli elettori conservatori stessi.  Secondo i sondaggi ECFR, nella maggior parte dei paesi europei il COVID-19 non ha sconvolto la politica, ma ha semplicemente inasprito tendenze preesistenti.  Coloro che hanno votato per il governo attualmente in carica tendevano ad avere fiducia in esso e, naturalmente, quelli che non l'avevano votato avevano meno fiducia.  Nel Regno Unito la pandemia ha alterato tali percezioni su tutto lo spettro politico. Il 54 per cento degli intervistati afferma che la propria opinione sul governo britannico è peggiorata e solo il 18 per cento ha un’opinione migliorata. Tra gli stessi elettori conservatori, sono leggermente di più quelli la cui opinione del governo attuale è peggiorata (32 per cento) rispetto a coloro la cui opinione è migliorata (30 per cento).
     
  • Saranno gli elettori a ritenere il governo britannico responsabile della perdita di vite umane durante pandemia. In questa prima “crisi interna globale”, in cui la risposta di un paese può essere paragonata al resto del mondo, il governo britannico si è dimostrato fortemente impreparato. I sondaggi ECFR mostrano che, quando agli elettori vengono presentate nove opzioni su chi sia più responsabile della perdita di vite britanniche (tra cui: il governo cinese, le persone che non seguono le regole, le persone che tornano nel Regno Unito), una pluralità di elettori (32 per cento) mette il governo britannico al primo posto.
     
  • Anche la fiducia negli Stati Uniti, alleato storico del regno Unito, è peggiorata notevolmente. Due terzi degli intervistati hanno un’opinione peggiorata sugli USA, con una grande maggioranza sia tra gli elettori laburisti che tra i conservatori. Inoltre, secondo la maggioranza dei britannici (56 per cento), anche la loro opinione della Cina è peggiorata durante la crisi.
     
  • Su tutto lo spettro politico c'è un maggior sostegno a favore di un'agenda ridistributiva – in particolare quando si tratta del National Health Service e dei lavoratori essenziali: Poco meno della metà degli intervistati dichiara di sostenere un aumento della spesa pubblica, tra cui il 44 sono conservatori. Solo il 12 per cento degli elettori è contrario. Il 79 per cento degli intervistati è favore di un aumento significativo dei salari degli infermieri e degli operatori sanitari, con, ancora una volta, il 71 per cento degli elettori conservatori a favore (e il 92 dei laburisti). Il sostegno per l'aumento dei salari di altri lavoratori essenziali, come ad esempio i lavoratori nei supermercati e gli addetti alla nettezza urbana, è quasi ugualmente importante: il 73 per cento in totale è a favore di un aumento dei loro stipendi, il 61 per cento tra i conservatori e 90 per cento tra i laburisti. Poco più di due terzi di tutti gli elettori dicono anche di volere un immediato aumento del salario minimo nazionale a 10,50 sterline all'ora. La maggioranza (57 per cento) sostiene anche un'imposta sul reddito del 50 per cento su coloro che hanno un reddito superiore a 200 mila sterline.
     
  • Gli elettori che “hanno prestato” il loro voto ai conservatori nel 2019, sono già pronti a rivolgersi ad altri partiti politici. Secondo i nostri sondaggi, il Partito Laburista ha già riconquistato un numero considerevole dei suoi ex elettori che avevano abbandonato il partito nel 2019 (8 per cento dell'elettorato). Un gran numero di quegli elettori che avevano “prestato” il voto ai conservatori nel 2019 è ora pronto a votare di nuovo per i laburisti, con i conservatori capaci di mantenere solo uno su cinque della loro circoscrizione elettorale del 2019. C'è anche un gruppo più grande di elettori “indecisi” che però tendono a favore dei laburisti.
     
  • Lo stereotipo “Little England”, che è stato utilizzato per caratterizzare gli elettori della Brexit, non è più valido. Secondo i sondaggi ECFR, gli elettori britannici ormai molto orientati verso l'esterno, sostengono la cooperazione internazionale e sono a proprio agio con la globalizzazione. Due terzi degli intervistati sentono la necessità di una maggiore cooperazione internazionale, mentre solo il 18% rileva che la globalizzazione si è spinta troppo oltre.  Il nostro sondaggio ha anche rivelato che, sia tra i “Remainers” che tra i “Leavers”, sono maggiori i sostenitori di un maggior controllo alle frontiere e del libero movimento dei lavoratori che entrano nel Regno Unito.

Commentando i risultati del sondaggio, il Direttore ECFR, Mark Leonard, ha dichiarato:

I sondaggi ECFR rivelano che il Regno Unito potrebbe tornare a uno “stato naturale” dopo una lunga parentesi dal 2016 al 2020 in cui le linee di faglia identitarie della Brexit hanno preso il sopravvento.
 
Questo cambiamento, generato dall’avvento della pandemia di  COVID-19, potrebbe riequilibrare la scena politica del Regno Unito e rivelarsi trasformativo, tanto da ridefinire il campo di competenza del Partito conservatore e permettere al Partito laburista, sotto il suo nuovo leader, di recuperare il terreno perduto alle elezioni generali dell'anno scorso.

Ma forse la cosa più significativa è che questi dati rivelano un pragmatico internazionalismo tra i britannici, e la consapevolezza che la cooperazione globale rappresenta la risposta più efficace all'attuale crisi sanitaria. Questo dismembra lo stereotipo “Little Englanders” e dimostra un nuovo appetito del Regno Unito per l'impegno globale su questioni chiave”.