Cleptocrazia, finanza e politica estera europea

I policymakers europei dovrebbero puntare a superare i colleghi statunitensi in materia di regolamentazione e applicazione di normative per l’antiriciclaggio

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I cleptocrati sfruttano regolarmente il sistema finanziario europeo. Nel decennio successivo alla crisi finanziaria globale sono venuti alla luce decine di schemi di riciclaggio di denaro legati a sistemi corrotti e speculatori, rivelando i limiti dello stato di diritto delle economie europee. Per contrastare le attività illegali e sostenere un ordine internazionale basato sulle regole, l’UE dovrà adattare la politica estera e i regimi esecutivi alla realtà della finanza illecita in un mondo profondamente integrato.

Finché cleptocrati, reti di corruzione e relativi complici europei potranno agire in quei settori non governati del sistema finanziario, useranno a proprio vantaggio le economie europee, rafforzando la propria influenza sulla politica e società europea, facendo sì che il lato distruttivo della globalizzazione si palesi nell’immaginario degli elettori. 

Il nuovo policy brief di Chris Raggett analizza il rapporto tra cleptocrati, finanza e politica estera europea. Il rapporto sostiene come la passività e, a volte, la complicità silenziosa dell'Europa nella corruzione transnazionale ostacolino una politica estera basata sullo stato di diritto.

Tra i punti principali:

I governi europei non sono riusciti a impedire alle reti di corruzione di riciclare centinaia di miliardi di dollari impiegando il sistema finanziario internazionale e le loro economie.

Il vuoto nello stato di diritto rafforza i regimi cleptocratici in tutto il mondo che approfittano della cultura politica dell’approccio europeo alla globalizzazione.

I governi occidentali ottengono risultati negativi che ostacolano le iniziative in politica estera ogni volta che trattano la corruzione in altri paesi come parte integrante della cultura locale.

I policymakers europei dovrebbero puntare a raggiungere e superare i colleghi statunitensi in materia di regolamentazione e applicazione di normative per l’antiriciclaggio.

I Paesi europei dovrebbero creare istituzioni nazionali e una coalizione internazionale di Stati occidentali per contrastare il fenomeno della cleptocrazia.

Il rapporto avanza proposte di policy su come i Paesi europei dovrebbero:

Stabilire meccanismi internazionali trasparenti che pongano fine agli abusi dei cleptocrati nei confronti dei paradisi offshore.

Sviluppare rigorose valutazioni delle minacce per evitare che le iniziative europee finanzino i cleptocrati e le loro reti, in particolare le figure implicate in crimini di guerra e in crimini contro l'umanità.

Limitare i contatti dei cleptocrati in Europa attraverso riforme di regolamentazione finanziaria, responsabilità delle imprese, finanziamento delle campagne, whistleblowing, diffamazione, leggi e pratiche di lobbying.

Valutare il contributo delle principali banche all'economia europea in relazione ai danni sociali e politici causati dal riciclaggio di denaro sporco.

Creare fondi pubblici per finanziare il lavoro delle cooperative di giornalismo investigativo e dei gruppi della società civile che si occupano di corruzione.

Condurre una ricerca sociale sull'atteggiamento del pubblico nei confronti della cleptocrazia e delle misure per contrastarla.

Per sviluppare e monitorare queste iniziative, i Paesi determinati a smantellare i network finanziari corrotti dovrebbero creare delle istituzioni governative dedicate capaci di riunire esperti di diritto penale e internazionale, forze dell’ordine, intelligence, economia e finanza, politica estera e persino di storia. Inoltre, dovrebbero collaborare regolarmente con giornalisti investigativi e gruppi della società civile.