Artificial Divide: Come Europa e Stati Uniti potrebbero scontrarsi su Intelligenza Artificiale

Entrambe le sponde dell’Atlantico sono altamente motivate a cooperare in ambito di AI. Ma, nonostante gli interessi condivisi, la cooperazione transatlantica in questo settore potrebbe non essere così immediata.

U.S. and Italian Army Paratroopers conduct airborne operation at Juliet Drop Zone, Pordenone, ItalyPicture alliance/ ZUMAPRESS.COM/ U.S. Army ©
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Risultati principali

  • L’intelligenza artificiale (AI) è un ambito in rapida evoluzione, tanto che ovunque i decisori politici stanno avendo difficoltà nello stare al passo.
  • Gli appelli alla cooperazione internazionale, e in particolare alla cooperazione transatlantica, stanno aumentando.
  • In Europa, è forte l’interesse verso un rafforzamento della dimensione etica delle politiche in materia di intelligenza artificiale, che possa anche rendere la giurisdizione europea più attraente di altre nel mondo.
  • Una stretta cooperazione tra l’Europa e gli Stati Uniti non è scontata: l’Europa vede gli Stati Uniti come il proprio primo competitor nell’AI; d’altro canto, gli Stati Uniti vogliono unire le forza contro la Cina, sebbene l’interesse europeo su questo fronte sia piuttosto debole.
  • Il settore militare non di combattimento può rappresentare una buona area per la cooperazione transatlantica in ambito di AI.

C’è un crescente interesse tra decisori politici ed esperti nel guardare oltre in materia di sostegno alla ricerca interna sull’intelligenza artificiale. La prossima fase di sviluppo di politiche sull’AI a livello europeo potrebbe essere un periodo di cooperazione su scala internazionale, e soprattutto transatlantica.

Nel nuovo rapporto ECFR, Artificial divide: How Europe and America could clash over AI, Ulrike Franke analizza le spinte alla cooperazione tra UE e USA sulla tecnologia AI.  L’autrice identifica potenziali aree di conflitto che potrebbero scoraggiare gli alleati dall’impegnarsi in maniera completa nella cooperazione transatlantica sull’AI, dimostrando come, nonostante entrambe le parti siano interessate a lavorare insieme, la loro logica di fondo sia completamente differente.

Per Ulrike Franke, autrice e Policy Fellow presso lo European Council on Foreign Relations (ECFR): “Entrambe le sponde dell’Atlantico sono altamente motivate a cooperare in ambito di AI. Ma, nonostante gli interessi condivisi, la cooperazione transatlantica in questo settore potrebbe non essere così immediata. Quattro le tendenze che potrebbero creare particolari problemi: l’allontanamento tra gli alleati transatlantici; gli sforzi europei verso un’autonomia digitale; posizioni diverse sulla Cina e, potenzialmente, la Brexit”.

L’autrice sostiene che la cooperazione transatlantica in ambito di intelligenza artificiale militare potrebbe essere un buon primo passo, permettendo la creazione di procedure congiunte nell’AI, e di più forti misure di protezione contro un suo uso improprio:

L’ambito della difesa potrebbe essere promettente per la cooperazione transatlantica, dati gli stretti rapporti militari esistenti tra gli Stati Uniti e l’Europa attraverso la NATO. Poiché gli esperti militari temono che l’introduzione dell’intelligenza artificiale sul campo di battaglia possa ostacolare l’interoperabilità tra le forze alleate, l’area della difesa potrebbe essere un buon campo dove rafforzare la cooperazione”.

Il rapporto comprende anche una panoramica dei diversi fora recentemente creati o proposti per intensificare la cooperazione transatlantica e una più ampia cooperazione occidentale sull’AI.