L’Australia tra Occidente ed Oriente

L’Europa può trarre due lezioni dalla politica “pan-asiatica” di Abbott. Può imparare a bilanciare le proprie relazioni con Cina e Giappone, in un contesto di non facili rapporti fra i due paesi e prendere nota del valore dell’Australia come partner strategico nella regione del Pacifico. 

Il Primo Ministro australiano Tony Abbott sta mettendo in pratica una politica estera equilibrata e sostenibile nei confronti dell’Asia. A dispetto dell’ingeneroso basso livello di attenzione che riceve in Europa, Abbott sta finalmente emergendo dall’ombra del suo predecessore, Kevin Rudd, esperto di Cina che parla il mandarino fluentemente. Il nuovo Primo Ministro sta cercando di porre rimedio al recente deterioramento delle relazioni economiche tra Asia e Australia. Per raggiungere questo obiettivo è infatti ora in viaggio nel nord-est asiatico, occasione per realizzare una “triade del commercio”, firmando accordi commerciali con Giappone, Corea del Sud e Cina. Con i primi due ha già siglato diverse intese, rispettivamente il 7 e l’8 aprile. Un patto sul libero mercato tra la Cina e l’Australia coronerebbe il piano “triade” di Abbott.

Le relazioni commerciali dell’Australia con i tre paesi potrebbe essere infatti rilanciate. Il prezzo del ferro, uno dei principali prodotti esportati dall’Australia, è crollato e sia l’Australia che la Nuova Zelanda sono state colpite da un massivo rientro delle esportazioni di latte in polvere provenienti dalla Cina, che ha danneggiato la fiducia dei consumatori. Pertanto, il viaggio di Abbott ha principalmente lo scopo di rafforzare le relazioni economiche. Tuttavia, Abbott non può evitare, né tantomeno ignorare, il problema della sicurezza che incide sulle relazioni australiane con la regione. La stabilità australiana dipende non soltanto da relazioni commerciali solide, ma soprattutto dal prevenire dispute territoriali, così come dall’impedire esclation militari.

La Cina e il Giappone si trovano al centro di queste tensioni regionali e Abbott sta fronteggiando con competenza la volubile relazione tra questi due Paesi. Tuttavia, Abbott deve continuare a considerare le incerte intenzioni militari statunitensi in Asia e la “normalizzazione” delle attività militari giapponesi. Il suo predecessore Kevin Rudd ha condotto una chiara politica sino-centrica. Abbott, dal canto suo, ha preso le distanze dalla Cina, attraverso un più equilibrato approccio alla regione e una maggiore attenzione al Giappone. La decisione di far partire il tour dal Giappone è un elemento di novità rispetto al viaggio asiatico di Rudd, il quale invece escluse Tokio dal tour.

Tuttavia, Abbott deve fare attenzione a non marginalizzare troppo la Cina, escludendola dagli affari economici, o rinforzando inavvertitamente una coalizione tra Stati Uniti e Giappone che potrebbe “contenere” la Cina. L’accordo tra Cina e Australia per l’istituzione di una zona di libero scambio potrebbe limitare un calo delle relazioni economiche. Tuttavia, il Primo Ministro deve procedere con cautela in politica estera. Il Ministro degli Esteri australiano Julie Bishop ha dichiarato recentemente alla stampa che gli Stati Uniti sono l’Alleato dell’Australia con la “A maiuscola” in confronto ad una serie di “alleati minori” (con la a minuscola) in Asia. Tuttavia, la Cina è di gran lunga il partner commerciale più importante dell’Australia. Sembra che Abbott comprenda che puntare così tanto sulla strada dell’America-centrismo potrebbe avere conseguenze negative per l’Australia. Nonostante la politica estera di Abbott guardi in generale a occidente, in realtà egli sta sviluppando un approccio più equilibrato e “pan-asiatico” alla politica verso l’Asia. Questo è un importante passo in avanti, in linea con uno scenario asiatico economico e di sicurezza in continua evoluzione.

La prossimità geografica e culturale dell’Australia alla Cina aiuta Abbott in questo difficile compito di bilanciamento degli equilibri regionali. In questo l’Australia è diversa dai paesi europei che stanno affrontando sfide simili nella regione. Gli scambi interpersonali tra l’Australia e la Cina sono molto forti: il pubblico cinese vede gli australiani in modo più favorevole rispetto agli americani e agli europei, e quasi un quarto degli studenti internazionali australiani sono cinesi. Questa relazione è stata recentemente rafforzata dal contributo australiano alla ricerca del volo delle Malaysia Airlines MH370. Una veloce ricerca di 中奥(Cina – Australia) sul social network cinese Weibo mostra la gratitudine e il rispetto che gli australiani hanno guadagnato per la cooperazione nella ricerca dell’aereo scomparso.

Pochi giorni prima della visita di Abbott in Cina, l’Associazione dei Giovani sino-australiani ha organizzato a Shangai un’edizione del famoso show televisivo di dibattito pubblico con domande e risposte del canale australiano ABC. Un pubblico giovane, metà cinese e metà australiano, ha avuto l’opportunità di porre all’ex-Ambasciatore in Cina Geoff Raby, e ad un panel di ospiti cinesi, una serie di domande scomode sull’avanzata della Cina. Il programma aveva anche un forte elemento social, con una serie di domande pubblicate live su Twitter. Twitter è vietato in Cina e ciò nonostante una squadra di traduttori della ABC pubblicava gli highlights della trasmissione in Cinese sia su Twitter che su Weibo. Questo tipo di coinvolgimento culturale è parte di una tendenza di lungo periodo che continuerà ad aiutare l’Australia a sopravvivere da paese occidentale in un continente orientale.

L’Europa può trarre due lezioni dalla politica “pan-asiatica” di Abbott. Può imparare a bilanciare le proprie relazioni con Cina e Giappone, in un contesto di non facili rapporti fra i due paesi. Questo richiede una cauta diversificazione del rischio con la Cina. L’Europa deve inoltre tenere in considerazione le implicazioni di lungo termine della sua strategia e mantenere una vasta agenda di sicurezza che coinvolga l’intera regione. L’Europa dovrebbe anche prendere nota del valore dell’Australia come partner strategico nella regione del Pacifico. Dal momento che l’Australia è geograficamente e culturalmente più vicina a questi paesi rispetto a quanto qualsiasi paese europeo speri di essere, avvicinandosi all’Australia, l’Europa potrebbe trovare in essa un tramite molto utile per rapportarsi con gli attori della regione.