Brexit: 8 conseguenze di politica estera

Gli attivisti dell’OUT stanno dipingendo un quadro affascinante di come sarebbe la vita della Gran Bretagna fuori dall’UE.  “Liberatosi del cadavere europeo”, il Regno Unito sarebbe nuovamente libero  di avventurarsi in tutto il mondo, in una nuova era elisabettiana di prosperità e orgoglio nazionale.

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Di seguito Nick Witney analizza otto due verità sulle quali gli euroscettici preferiscono sorvolare.

1. Non più Regno Unito.

Gli Scozzesi sono determinati a rimanere nell'Unione europea. In caso di Brexit voteranno per l'indipendenza. E potremmo aspettarci un ritorno delle violenze  in Irlanda del Nord: il processo di pace dipende dalla volontà  di Londra e Dublino di lavorare insieme come partner all'interno dell'UE.

2. Nessun divorzio amichevole.

Il Brexit danneggerebbe molto il resto dell'UE, in particolare a causa della spinta che darebbe alle forze nazionaliste ed intolleranti nell’intero continente. I vecchi partner non le sarebbero grati. Quali incentivi per la Spagna di rilanciare la campagna per riprendersi Gibilterra? O per la Francia di continuare a permettere alla Gran Bretagna di operare i controlli alla frontiera sul suo territorio?

3. Nessun speciale accordo sul commercio.

Nessun paese fuori dall’UE ottiene il pieno accesso al mercato unico senza accettare a) libertà di movimento (gli idraulici polacchi) e b) tutti i rilevanti regolamenti europei (senza avere alcuna voce in capitolo nella loro redazione). Perché dovrebbero concedere alla Gran Bretagna un accordo migliore una volta essa fuori? Effettivamente circa il 10% delle esportazioni europee va in Gran Bretagna, ma il 45% di quelle inglesi va verso l’Europa.

4. Nessun El Dorado altrove.

L'Unione europea non impedisce alla Gran Bretagna di commerciare dove vuole. L’economia britannica ha tuttavia bisogno di un commercio giusto e libero, come ha recentemente realizzato l’industria siderurgica britannica. Al giorno d'oggi, le corrette libertà e protezioni (ad esempio impedire a qualcun altro di piratare la nostra tecnologia, o bloccare l'accesso ai prodotti migliori di mercato altrui) sono garantite attraverso accordi dettagliati e l'Unione europea, il più grande blocco commerciale del mondo, fa da guida con accordi già stipulati o in cantiere con due terzi dei paesi del mondo. Il prossimo è il grande accordo tra UE e Usa, con gli Stati Uniti che hanno appena chiarito che non si preoccuperanno di siglare un accordo collaterale con la Bretagna se questa lascerà l’UE.

5. Non ci sarà alcun Commonwealth alternativo

I sostenitori dell’OUT fantasticano circa una comunità globale anglofona pronta a ridare il benvenuto al figliol prodigo. Tuttavia ogni qualvolta gli inglesi sostengono tale istanza, non c'è mai un eco di risposta. I vecchi paesi dell'impero sono andati avanti, e non sempre con ricordi felici. L’India sta acquistando i nuovi aerei da guerra dalla Francia, non dal Regno Unito.

6. Niente più 'rapporto speciale'.

Negli ultimi anni la Gran Bretagna è stata sempre pronta a prendere ordini da Washington. Stretti rapporti privilegiati con  la più grande superpotenza del mondo costituiscono tuttora una grande risorsa. Tuttavia, il presidente Obama ha detto chiaramente che gli Stati Uniti saranno molto meno interessati al Regno Unito in caso di Brexit. Ed è inutile utilizzare la NATO: Putin  presta attenzione alle sanzioni europee, non ai carri armati della NATO

7. Nessuna protezione dalla crisi rifugiati

I sostenitori dell’OUT sono stati così attivi sul controllo delle frontiere britanniche che sorprende realizzare come il Brexit  potrebbe soltanto peggiorare i disagi sul Canale della scorsa estate.  Immaginiamo di dover spingere i controlli alle frontiere da Calais a Dover, e poi di dover mettere in quarantena ogni singolo traghetto non controllato e ogni Eurostar in arrivo. Immaginiamo inoltre di non poter essere più in grado di rimandare gli immigrati non europei indietro nel paese di primo ingresso, come è possibile fare oggi.

8. Nessuna vera sovranità.

I sostenitori dell’OUT continuano inoltre a parlare di ripristino della sovranità del Parlamento, rubata da giudici e burocrati europei senza volto. Effettivamente l'UE ha permesso alla Gran Bretagna di ripulire le proprie spiagge, e di  concedere ai giovani medici turni di lavoro meno massacranti. La  sovranità reale, tuttavia, non riguarda il diritto storico dell’inglese di nuotare nelle acque di scarico, o di essere curato da un medico esausto. Si tratta della possibilità di un paese di rimanere il più possibile padrone del proprio destino in questo mondo globalizzato. Se non vogliamo un mondo guidato da Pechino o da Mosca, la Gran Bretagna ha bisogno di rafforzarsi, e di lavorare con i partner europei.

Naturalmente l'Unione europea ha bisogno di riforme. È scoraggiata, sta attraversando un periodo difficile. L’unico cambiamento che la farebbe star meglio come più grande iniezione di fiducia, potrebbe sarebbe una leadership di una Gran Bretagna fiduciosa e che, dopo il voto torni ad impegnarsi per stare nell’Unione.