Il messaggio dell’Italia all’Europa

Il significato delle elezioni italiane non va sottovalutato. Il risultato che ne è scaturito è molto più positivo di quanto non si pensi

Il significato delle elezioni italiane non va sottovalutato. Il risultato che ne è scaturito è molto più positivo di quanto non si pensi. Gli esiti delle consultazioni elettorali in Italia hanno causato una certa confusione e qualche volta reazioni isteriche da parte dei mercati (il che è comprensibile) e dai partner europei (molto meno comprensibile!). Poichè si tratta della terza economia europea, l’instabilità politica in Italia è un problema dell’Europa. Come tutti sanno, l’Italia è troppo grande per fallire – e anche se immaginassimo per un attimo che un simile scenario fosse possibile, dovrebbe essere chiaro che gli effetti di un simile collasso comprometterebbero quasi tutti gli Stati Membri e costituirebbero un disastro per l’Europa intera.

In aprile il mandato di Giorgio Napolitano come Presidente della Repubblica italiana finirà. A coronamento del suo mandato settennale, il Presidente della Repubblica ha scelto la Germania come luogo dell’ultima visita di stato. E’ stata una decisione saggia e la sua missione è stata chiara: voleva riassicurare i mercati e Angela Merkel che l’Italia è stabile e che le riforme continueranno. Non senza sorpresa, le elezioni hanno messo in ombra la sua visita. Nessuno avrebbe mai previsto un tale tsunami elettorale. Se Bersani avesse ottenuto la maggioranza in entrambe le camere Napolitano avrebbe potuto dipingerlo come un secondo Monti – avrebbe potuto dire ad Angela Merkel che le riforme sarebbero continuate, che l’Italia sarebbe stata un paese fiscalmente responsabile e che sarebbe stata emanata in breve tempo una nuova legge sul lavoro.

A seguito delle osservazioni di Peer Steinbrueck (il candidato cancelliere dell’SPD era infatti detto inorridito dalla vittoria di due clown, riferendosi a Beppe Grillo e a Silvio Berlusconi), il Presidente Napolitano ha cancellato la cena in agenda con Steinbrueck stesso. Questo incidente diplomatico non è certo un buon segno di cooperazione e comprensione reciproca tra Italia e Germania. Nonostante sia perfettamente normale commentare i risultati elettorali, Napolitano ha reagito nel modo giusto. Il duro criticismo riguardo all’esito del suffragio italiano è continuato sulla copertina dell’Economist della scorsa settimana. Non penso che questa sia una descrizione corretta della realtà italiana.

Anche se la situazione politica italiana non è facile da comprendere a un primo sguardo, i commentatori e i politici stranieri dovrebbero fornire analisi più profonde. L’approccio di Berlino – “Ti insegno, tu impari e poi agisci” – non è costruttivo ed è comprensibile che gli elettori in Italia non lo approvino. Le elezioni italiane possono essere interpretate come un fallimento della Germania nell’indicare una via costruttiva.

Dovremmo provare a comprendere il messaggio che proviene dale elezioni italiane, piuttosto che prendercene gioco. Dovremmo capire se questo messaggio riguardi solo l’Italia o se sia un campanello d’allarme anche per gli altri paesi – e forse anche per l’Europa intera. In pratica, gli italiani non possono più sopportare le misure di austerità. Questa è una sensazione che è condivisa da molte persone in Europa: potrebbe essere giunto il momento, per Berlino e Bruxelles, di riconsiderare le loro politiche.

In Italia non ci sono fenomeni comparabili ad Alba Dorata in Grecia o allo Jobbik in Ungheria. E’ anche interessante notare come Beppe Grillo abbia regolarmente fatto riferimento alla propria abilità nel catalizzare lo scontento e al suo interesse nello svluppare le politiche e a lavorare su un programma reale – a differenza di altri cosiddetti populisti in Europa. Il movimento di Grillo è riuscito a riportare l’interesse nella politica verso coloro che hanno perso interesse e fiducia nel sistema politico italiano. Grillo è riuscito a trasformare gente arrabbiata in cittadini attivi. Questo dovrebbe essere considerato un risultato positivo, specialmente quanto molte istituzioni politiche, sia a livello nazionale che internazionale, sono criticate per mancanza di legittimazione.

E’ difficile sottovalutare il sentimento di molti italiani che per la prima volta si sono sentiti cittadini attivi, Durante gli ultimi vent’anni, Berlusconi ha trasformato l’Italia e la narrazione politica oltre ogni riconoscibilità. Dovremmo quindi accogliere benevolmente il fatto che questioni come la partecipazione e la legittimità siano tornate e che i cittadini stiano avendo un interesse attivo per la politica – credendo che qualcosa possa essere cambiato. Questi sono esattamente i temi sui quali l’Europa dovrebbe riflettere: democrazia e legittimità.

Forse lo tsunami italiano potrebbe diffondersi in Europa e magari vedremo la continuazione di un nuovo tipo di politica nelle prossime elezioni del Parlamento europeo. E’ anche in questo spirito che Napolitano ha parlato a Berlino enfatizzando l’importanza di un dibattito sul futuro dell’Europa e la prospettiva di una vera “unione politica”.

“Se politico significa moltitudini di uomini e donne che agiscono nella società secondo regole basate sulla libertà e la solidarietà; se politico significa costruire istituzioni e poi governarle, se politico significa nutrire relazioni tra popoli e Stati, allora come possiamo non vedere che la costruzione dell’Europa era, ed è – al di là dei tecnicismi – un processo politico che nasce da idee politiche e che necessita una guida politica?”

Questo messaggio dovrebbe rassicurare sia gli italiani che i tedeschi. E, invece di etichettare la politica interna come una farsa dovremmo discutere di che cosa è veramente in gioco qui: il futuro dell’Europa.

 

The European Council on Foreign Relations does not take collective positions. ECFR publications only represent the views of its individual authors.