Ride the wave: A big, beautiful European strategy for Trumponomics
Il presidente degli Stati Uniti sta lanciando all’Unione europea una serie di sfide economiche imprevedibili. Bruxelles non dovrebbe lasciarsi distrarre da queste, ma piuttosto raddoppiare gli sforzi per adottare misure che porteranno benefici all’Unione anche dopo che Donald Trump avrà lasciato la Casa Bianca
Il nuovo Policy Brief Ride the wave: A big, beautiful European strategy for Trumponomics pubblicato oggi dall’European Council on Foreign Relations (ECFR), delinea i contorni di una potenziale strategia geoeconomica dell’Unione Europea nei confronti di Trump 2.0.
- A otto mesi dall’inizio del secondo mandato del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, gli europei faticano ancora a elaborare una risposta coerente alle politiche geoeconomiche americane in settori come il commercio, gli investimenti e la finanza.
- L’amministrazione Trump rappresenta una sfida enorme per l’Europa: ha imposto dazi su quasi tutte le importazioni europee negli Stati Uniti, sta valutando di esercitare pressioni sugli investitori affinché siano costretti a scegliere tra gli Stati Uniti e la Cina, e potrebbe presto tentare di forzare una svalutazione del dollaro.
- Per l’UE, la risposta migliore da dare a un presidente statunitense imprevedibile è mantenere la calma e andare avanti. I policymaker europei dovrebbero adottare un approccio di autosufficienza: resistere alla tentazione di imporre misure ritorsive che potrebbero danneggiare le economie europee, evitare battaglie inutili su politiche destinate a non cambiare e, soprattutto, preservare la coesione dell’Unione.
- Limitare i danni provocati da Trump è necessario, ma deve essere solo l’inizio. Gli europei dovrebbero cogliere questo momento di instabilità per portare avanti politiche economiche finora ritenute impensabili, perché troppo controverse o troppo ambiziose.
- Tra queste, figurano: rafforzare il mercato unico a sostegno degli esportatori europei che perderanno quote di mercato negli Stati Uniti; potenziare l’accesso al mercato europeo dei servizi digitali come leva strategica; stimolare il finanziamento dell’innovazione tramite modifiche normative; rilanciare il ruolo globale dell’euro e prepararsi alle imminenti guerre valutarie.
- La capacità dell’Europa di portare avanti queste riforme essenziali plasmerà le prospettive economiche, il suo peso a livello globale e la sua resilienza ben oltre la permanenza di Trump alla Casa Bianca.
Agathe Demarais, autrice del Policy Brief, afferma:
“A otto mesi dall’inizio del secondo mandato del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, un mix di isteria, panico e paralisi sta ostacolando l’Europa nell’adozione di una risposta coerente alla tempesta che si sta abbattendo su settori come commercio, investimenti e finanza. Questo è un problema, perché il dramma degli ultimi mesi è solo l’inizio – e molte altre battaglie geoeconomiche transatlantiche sono alle porte”.
Demarais aggiunge:
“Per l’UE, la migliore risposta a Trump è mantenere la calma e andare avanti. I policymaker europei dovrebbero seguire un mantra di auto-supporto, resistendo all’impulso di adottare misure di ritorsione che danneggerebbero le economie dell’Unione. Dovrebbero anche evitare di perdere tempo cercando di cambiare cose che difficilmente cambieranno, come l’ossessione di Trump per i dazi”.
E conclude:
“Invece di rimuginare su ogni parola di Trump, gli europei dovrebbero guardare a sé stessi e portare avanti le riforme economiche necessarie per rafforzare il ruolo globale dell’Unione. Tra le priorità vi sono il rafforzamento del mercato unico, la stipula di nuovi accordi commerciali, il potenziamento del mercato europeo dei servizi digitali come leva strategica, la spinta all’innovazione tramite modifiche normative, l’aumento del peso internazionale dell’euro e la preparazione alle future guerre valutarie”.
INFORMAZIONI SULL’AUTRICE
Agathe Demarais è alla guida delle attività di ricerca dell’European Council on Foreign Relations (ECFR) sui temi di geoeconomia e tecnologia. Prima di entrare a far parte di ECFR, Demarais è stata Global Forecasting Director dell’Economist Intelligence Unit (EIU), la divisione di ricerca dell’Economist.
Ha diretto l’attività di analisi economica e geopolitica dell’EIU, con particolare attenzione agli sviluppi commerciali, ai mercati emergenti e allo statecraft economico. Demarais è autrice di Backfire, un libro sugli effetti globali delle sanzioni e dei controlli sulle esportazioni. Il libro si basa sulla sua esperienza come consulente di politica economica per il corpo diplomatico della Direzione generale del Tesoro francese in Russia e in Libano. In precedenza, ha lavorato anche nell’investment banking in Russia e negli Stati Uniti. Al di fuori di ECFR, Demarais è editorialista di Foreign Policy e visiting professor presso il College of Europe.
PARTNER
ECFR ringrazia il Segretario di Stato per l’Unione Europea e l’iniziativa “Hablamos de Europa” (Ministero degli Affari Esteri, Europa e Cooperazione della Spagna) per il loro sostegno.
ECFR non assume posizioni collettive. Le pubblicazioni di ECFR rappresentano il punto di vista degli autori.