Nuova Piattaforma Interattiva ECFR – Iran nuclear monitor: month by month

America e Israele bombardano l’Iran dal 2025 per bloccare lo sviluppo delle armi nucleari da parte di Teheran. La piattaforma interattiva di ECFR, aggiornata mensilmente, analizza le prove disponibili sulle attività nucleari iraniane per determinare quale tra sei possibili scenari sia più probabile

Iran nuclear monitor Month by month thumbnail image

Lo European Council on Foreign Relations lancia oggi una piattaforma interattiva dal titolo Iran nuclear monitor: month by month. Questo strumento analizza i principali indicatori relativi al programma nucleare iraniano, delineando gli scenari più probabili per il suo futuro.

Realizzata da Ellie Geranmayeh, Vicedirettrice del Programma Medio Oriente e Nord Africa (MENA) di ECFR, la piattaforma analizza una serie di indicatori chiave ed elabora sei scenari realistici sul futuro del nucleare iraniano, esaminandone dinamiche, potenziali evoluzioni e livello di minaccia per la sicurezza occidentale. L’aggiornamento costante della dashboard consente di intercettare segnali utili a prevedere quale scenario si possa effettivamente concretizzare.

Il progetto mappa inoltre l’assetto del programma nucleare iraniano a seguito del conflitto dei 12 giorni. Utilizzando infografiche dettagliate, lo strumento fornisce un quadro chiaro e aggiornato sull’impatto dei bombardamenti militari e sul reale depotenziamento delle capacità nucleari di Teheran.

“Nonostante le dichiarazioni secondo cui il programma nucleare iraniano sarebbe stato dismesso lo scorso giugno, Trump è stato inghiottito in un’altra guerra, che ora ribolle sotto un fragile cessate il fuoco. La sfida nucleare iraniana è tutt’altro che risolta. Il nostro nuovo strumento interattivo tiene traccia dello stato attuale del programma nucleare iraniano, consentendo agli utenti di seguire i cambiamenti nelle dinamiche chiave e di ottenere una visione privilegiata su come si sta declinando il suo futuro”, commenta Ellie Geranmayeh.

Sei scenari per il futuro nucleare dell’Iran

La piattaforma monitora sei scenari plausibili, ciascuno valutato in base al potenziale livello di minaccia per la sicurezza occidentale:

1.     Un accordo che limiti il programma nucleare civile iraniano (minaccia BASSA): un’intesa limiterebbe l’arricchimento e amplierebbe la supervisione internazionale, aumentando la trasparenza e la capacità di allerta preventiva.

2.     Stagnazione senza ricostruzione né negoziati significativi (minaccia MEDIA): l’Iran potrebbe conservare le scorte esistenti di uranio arricchito, consentendo una potenziale rapida fuoriuscita o attività clandestine senza una piena ricostruzione delle infrastrutture.

3.     Ricostruzione di un programma nucleare civile con accesso da parte dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica ma senza accordo con gli Stati Uniti (minaccia MEDIA): una supervisione limitata rischia di generare ambiguità sulle intenzioni, in particolare se le ispezioni risultano vincolate.

4.     Ricostruzione di un programma nucleare sotterraneo senza accordo (minaccia ALTA): strutture protette e nascoste ridurrebbero significativamente la capacità di rilevamento e ritarderebbero la possibilità di risposta da parte di attori esterni.

5.     Perdita di controllo sui materiali nucleari a causa di instabilità o frammentazione (minaccia ALTA): le risorse nucleari potrebbero finire nelle mani di attori non statali, aumentando i rischi di proliferazione o dispersione di materiali sensibili.

6.     Piena militarizzazione del programma nucleare (minaccia ALTA): l’Iran dotato di armi nucleari modificherebbe in modo sostanziale le dinamiche di deterrenza regionale e aumenterebbe il rischio di escalation in qualsiasi futuro conflitto.

Strumento di monitoraggio basato sui dati

·       Questa piattaforma, aggiornata regolarmente, è stata sviluppata consultando esperti di sicurezza nucleare, e attingendo a dati accessibili di intelligence, dichiarazioni dell’AIEA e analisi di immagini satellitari.

·       Gli indicatori tracciano attività distinte e osservabili o dichiarazioni di intenti — ad esempio i livelli di arricchimento, la politica nucleare ufficiale o le misure diplomatiche adottate — che nel loro insieme consentono ai lettori di valutare quale dei sei scenari sia più probabile in base ai dati disponibili.

·       Nessun singolo indicatore è di per sé conclusivo; il monitor è concepito per essere letto nel suo insieme.

·       Il monitor include inoltre una mappatura visiva dei danni alle infrastrutture nucleari iraniane a seguito dei recenti bombardamenti, offrendo una panoramica continuamente aggiornata delle condizioni attuali del programma nucleare. 

Finalità e rilevanza politica

Il progetto mira a migliorare la comprensione, tanto dell’opinione pubblica quanto dei decisori politici, di un contesto altamente volatile e controverso. Combinando i dati di intelligence, l’analisi degli esperti e la modellazione degli scenari, la piattaforma intende promuovere un dibattito più informato e lungimirante sul futuro del nucleare iraniano, dotando i decisori politici degli strumenti necessari per evitare che i rischi di proliferazione si aggravino ulteriormente.

“Il fatto che il programma nucleare iraniano rimanga al centro dei negoziati in corso mostra che persino Trump comprende come i bombardamenti non rappresentino una soluzione definitiva. Per ora, il futuro nucleare dell’Iran è ancora tutto da scrivere. Non è chiaro quale dei sei percorsi individuati nel nostro lavoro si concretizzerà, ma è fondamentale comprendere le dinamiche associate a ciascuno per valutare con precisione la minaccia e ancorare gli sforzi diplomatici alla realtà”, commenta Ellie Geranmayeh.

SULL’AUTRICE

Ellie Geranmayeh 
è Vicedirettrice del Programma Medio Oriente e Nord Africa (MENA) dell’European Council on Foreign Relations. Si occupa di politica europea nei confronti dell’Iran, in particolare di nucleare, dimensione regionale e politica sanzionatoria.

PARTNER

Questo progetto è stato realizzato grazie al sostegno di Ploughshares e della Fondazione Compagnia di San Paolo. Advisor Scientifico: Fondazione CSF.

ECFR non assume posizioni collettive. Le pubblicazioni di ECFR rappresentano il punto di vista degli autori.