Il potere della prospettiva:Perche’ l’adesione all’UE e’ ancora importante per i Balcani occidentali

L'UE dovrebbe mostrare il proprio impegno nei Balcani occidentali incoraggiandoli a risolvere le controversie in sospeso

Visiting Fellow
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Le relazioni di buon vicinato fanno parte dei requisiti di condizionalità dell'Unione Europea sin dall'inizio del processo di allargamento in Europa centrale e orientale. Tuttavia, ultimamente la risoluzione delle controversie bilaterali nei Balcani occidentali è diventata una precondizione esplicita ed enfatizzata per ulteriori allargamenti.

Le controversie bilaterali nei Balcani occidentali comprendono spesso dispute sui confini, molte delle quali sono un retaggio dell'ex Jugoslavia, dove le delimitazioni tra le repubbliche non sempre sono state definite con precisione.

Lasciare irrisolte le controversie bilaterali potrebbe rappresentare un vero e proprio ostacolo al processo di integrazione dell'UE per gli aspiranti membri. Molte altre controversie rimangono latenti o sono solo semi-attive.

Nel nuovo policy brief di ECFR, la Visiting Fellow Beáta Huszka illustra le questioni bilaterali irrisolte dei Balcani occidentali:

  • La mancata apertura dei negoziati di adesione dell'UE con la Macedonia settentrionale potrebbe ostacolare l'attuazione dell'accordo di Prespa tra Grecia e Macedonia del Nord. Un nuovo governo in Macedonia del Nord nell'aprile 2020 potrebbe rappresentare una minaccia per il futuro dell'accordo.
  • È difficile immaginare che i negoziati tra Serbia e Kosovo possano avanzare senza la promessa di un'adesione all'UE, in quanto forte incentivo per la Serbia stessa. Per il Kosovo, avvicinarsi all'UE è importante nonostante la prospettiva sia molto più lontana.
  • La situazione tra Serbia e Montenegro è delicata, soprattutto per i problemi relativi al funzionamento della Chiesa serbo-ortodossa in Montenegro. In questo contesto, è importante che l'UE e i suoi Stati membri tengano conto delle sfide che il governo montenegrino sta affrontando.
  • La disputa sui confini più delicata riguarda quello marittimo tra Albania e Grecia. Ultimamente, risolvere questo problema è stata una priorità più per la Grecia che per l'Albania.

In generale, l'UE si allontana dalle controversie bilaterali nei Balcani occidentali e raramente si occupa direttamente della risoluzione dei singoli problemi. Tuttavia, la condizionalità dell'integrazione europea spinge i paesi candidati a risolvere i disaccordi coi vicini. Questo è l'incentivo più forte per affrontare queste controversie e portare pace e stabilità durature nella regione.

Tra i punti più importanti:

  • Gli aspiranti membri dell'UE devono risolvere le controversie in sospeso come parte del processo di adesione. Ciò si è dimostrato un potente strumento nel corso degli anni.
  • La soluzione dei problemi bilaterali, comprese le controversie sui confini, è fondamentale nei Balcani occidentali, dove tali questioni sono molteplici.
  • Il veto della Francia dell'ottobre 2019 ai negoziati di adesione per Macedonia del Nord e Albania ha già indebolito la fiducia dei cittadini dei Balcani occidentali nell'UE. Le elezioni di aprile in Macedonia del Nord potrebbero essere un punto di svolta per le relazioni del Paese con la Grecia, con il rischio di rinnovati problemi.
  • Se l'influenza dell'Ue dovesse diminuire, i leader nazionalisti potrebbero benissimo muoversi per esacerbare le tensioni con i Paesi vicini. Il futuro dell'accordo di Prespa tra Macedonia del Nord e Grecia è minacciato e anche la Chiesa serbo-ortodossa in Kosovo e Montenegro potrebbe rivelarsi un potenziale punto critico.
  • L'UE dovrebbe dimostrare il proprio impegno nei Balcani occidentali incoraggiandoli a risolvere le controversie in sospeso, per renderli candidati migliori e per rafforzare la sicurezza nella regione.

L'UE potrebbe essere sul punto di riformare radicalmente la propria politica di allargamento. Così facendo, non dovrebbe però dimenticare le numerose opportunità che possono derivare dalla risoluzione delle controversie nei Balcani occidentali.