Il “Joint Plan of Action” e le sanzioni contro l’Iran

Analisi delle difficoltà e dei rischi dell'attuazione del JPA

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Il “Joint Plan of Action” e le sanzioni contro l’Iran

Al momento della sua stesura, l’accordo ad interim tra Iran e E3+3 è stato fortemente criticato. I detrattori sostenevano infatti che l’alleggerimento delle sanzioni avrebbe minato l’intera architettura sanzionatoria. Tuttavia, a distanza di mesi, le critiche sono state smentite. 

Secondo Aniseh Bassiri Tabrizi, Visiting Fellow del Programma MENA di ECFR e autrice di “The EU’s sanctions regime against Iran in the aftermath of the JPA”, gli attori coinvolti nei negoziati, tra cui alcuni stati membri dell’UE, sono riusciti a mantenere la pressione sull’Iran attraverso il regime di sanzioni. Il “Joint Plan of Action” (JPA) non ha né indebolito le sanzioni, né rilanciato il commercio europeo verso il mercato iraniano. Nonostante l’interesse delle aziende europee per il mercato iraniano, il timore dell’effetto frenante delle sanzioni ha reso tali aziende restie nel fare affari con Teheran. Infatti, la ripresa economica del paese e l’integrazione nel sistema finanziario globale sono state meno prolifiche del previsto, soprattutto a causa delle difficoltà incontrate dall'UE nell’attuare parte dell’alleggerimento delle sanzioni previsto dall’accordo ad interim.

Secondo Aniseh Bassiri Tabrizi, le difficoltà dell’Europa nel far fede agli obblighi dell’accordo ad interim potrebbero minare il futuro dei negoziati in vari modi, tra cui:

•                    Riduzione della credibilità, flessibilità nel negoziare e abilità nel presentare i benefici di un accordo finale del Presidente Rouhani a livello nazionale.

•                    Perdita di fiducia di Teheran nella promessa degli E3+3 di ristabilire i legami finanziari internazionali del paese una volta raggiunto l’accordo finale.

•                    Danneggiamento dell’influenza diplomatica degli E3+3 sull’Iran

A livello nazionale, il Presidente Rouhani sarà probabilmente accusato di aver fatto troppe concessioni e sarà difficile per lui far valere le ragioni dell’importanza del patto sul nucleare per l’Iran se gli incentivi ottenuti dal coinvolgimento con gli E3+3 dovessero essere limitati.

L’UE deve far il possibile per superare le difficoltà che impediscono la piena attuazione degli obblighi del JPA. In caso contrario, l’UE sarà percepita da Teheran alla stregua degli Stati Uniti, ossia come incapace alleggerire le sanzioni. In un momento così delicato dei negoziati tra Iran e E3+3, questo potrebbe minare l’influenza diplomatica delle sei potenze verso l’Iran.

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