I supereroi del clima. Come UE e Cina possono competere e cooperare per un futuro più verde

Un nuovo rapporto ECFR invita i decisori europei a riformulare il proprio approccio nei confronti della Cina sulla più grande sfida che il mondo si trova oggi ad affrontare – l’emergenza climatica

Roundtable meeting at the 18th EU-China Summit in Beijing in 2016European External Action Service CC BY-NC
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• I ricercatori dello European Council on Foreign Relations (ECFR) e di E3G sostengono che la nozione di “partenariato”, da lungo tempo utilizzata dai diplomatici europei,  non rifletta più la reale complessità dell’interazione dell’UE con la Cina, primo paese del pianeta per emissioni di gas a effetto serra.

• Le relazioni Europa-Cina sono sempre più dettate dalla concorrenza – nella questione climatica come su altri dossier.

• Per gestire questa nuova realtà in modo efficace, l’UE e i suoi Stati membri dovrebbero fissare nuovi parametri di riferimento e linee rosse per un’azione credibile in materia climatica, da utilizzare come quadro entro il quale la cooperazione euro-cinese possa avere luogo, anche per quanto riguarda la finanza sostenibile.

• Allo stesso tempo, l’UE dovrà investire nella propria competitività futura, in particolare nelle tecnologie  green, per essere in grado di competere con la Cina su mercati, standard e influenza in un mondo a basse emissioni di carbonio.

In un nuovo policy brief gli autori Janka Oertel (ECFR), Jennifer Tollmann (E3G) e Byford Tsang (E3G) esplorano la dimensione geopolitica della questione climatica e il suo impatto sulle relazioni UE-Cina. I tre esperti sostengono che la nozione di “partenariato” non rifletta più in modo adeguato la realtà dell’interazione dell’UE con la Cina nell’affrontare il cambiamento climatico. Al contrario,  l’Europa e la Cina sono sempre più in competizione, in ogni ambito del loro rapporto. Ciò riguarda anche la politica climatica, che gli europei non potranno più trattare come una dimensione separata, non influenzata da tendenze geopolitiche e geo-economiche di più ampio spettro

Mentre l’UE e la Cina trasformano rapidamente le proprie economie per allinearsi ad ambiziosi obiettivi climatici, la concorrenza per le tecnologie a basse emissioni di carbonio,  le quote di mercato e gli standard sono destinati ad aumentare. Se gestita correttamente, la concorrenza può portare a una corsa di eccellenza verso l’innovazione delle tecnologie green.  Se la competizione è male amministrata, il rischio di controversie commerciali sui prodotti e gli standard a bassa emissione di carbonio aumenterà, con una potenziale compromissione degli obiettivi del Green Deal europeo e degli accordi multilaterali sul cambiamento climatico.

Tra le principali raccomandazioni del rapporto:

• Individuare parametri chiari per un’azione credibile di Pechino in materia di clima, compresa una richiesta di moratoria sugli investimenti nell’industria del carbone in Cina, con effetto immediato.

• Garantire l’apertura dei mercati e la sicurezza delle catene di approvvigionamento, creando condizioni di parità nella ripresa post-pandemica e nella transizione verso un’economia a zero emissioni.

• Ampliare il dialogo transatlantico sul clima per dare spazio a un’ innovazione tecnologica pulita che sostenga l’impegno imprenditoriale e settoriale nella cooperazione in materia di tecnologia green, anche con partner chiave nell’Indo-Pacifico.

• Promuovere una strategia europea di connettività globale, che abbia ottime basi finanziarie e sia sostenibile.

• Sfruttare gli impegni preesistenti tra l’UE e la Cina in materia di finanza sostenibile per sviluppare un approccio globale armonizzato alla definizione delle attività economiche sostenibili.

• Ridurre lo spazio per la “finanza fossile” a livello internazionale: sostenere i rapporti della BEI e della BERS con le banche pubbliche cinesi e con le agenzie di credito per l’export sugli standard climatici per lo sviluppo e sul credito per le esportazioni.

• Porre le basi a livello europeo per l’integrazione della questione climatica nel dialogo istituzionale e nella cooperazione, compreso il dialogo economico e commerciale di alto livello.

Commentando il rapporto, Janka Oertel, Direttrice del programma Asia di ECFR, sostiene che:
La Cina è indispensabile per affrontare il cambiamento climatico, ma i politici europei devono essere assolutamente consapevoli della dimensione sempre più competitiva vigente in questo settore. La conversazione sul clima non è immune alla rivalità geopolitica. Per garantire la prosperità in un mondo a basse emissioni di carbonio, l’Europa dovrebbe investire nella propria competitività –nella connettività, nel settore digitale e nelle tecnologie verdi.”

Per Jennifer Tollmann di E3G:
L’Europa deve prendere sul serio l’idea di mettere la questione climatica al centro delle proprie principali relazioni di potere, così come ha fatto per la strategia di crescita europea. L’Europa sarà sempre più in concorrenza con la Cina nell’ambito dell’economia pulita. Allo stesso tempo, il clima rimane un rischio esistenziale – tanto per l’UE quanto per la Cina. La sicurezza climatica, la prosperità e la competitività in Europa dipenderanno dall’efficace coinvolgimento della Cina e delle altre grandi potenze nell’ affrontare quelle barriere che impediscono una transizione green.”

Byford Tsang di E3G ha aggiunto:
Mentre l’UE e la Cina liberano la propria economia dall’uso del carbonio, si troveranno inevitabilmente in competizione per posizioni di leadership nei settori green emergenti. L’UE dovrebbe lavorare con la Cina sulle norme per la transizione climatica, stabilendo nel contempo parametri di riferimento che permettano di rispettare l’essenza del Green Deal europeo. La concorrenza non dovrebbe diventare un ostacolo, bensì dare luce a una corsa di eccellenza per guidare l’innovazione verso un futuro all’insegna della neutralità climatica.”

Questo policy brief nasce da una collaborazione tra il think tank paneuropeo European Council on Foreign Relations (ECFR) e il think tank E3G, che si focalizza sul cambiamento climatico. Questa pubblicazione è stata resa possibile dal gentile sostegno dei Greens/EFA Group  presso il Parlamento europeo.