Get over your X: A European plan to escape American technology
Non si può affidare alle aziende tecnologiche straniere il compito di soddisfare le crescenti esigenze digitali dell’Europa. Ciò include anche le grandi aziende tecnologiche americane. Ecco cosa dovrebbero fare gli europei
Lo European Council on Foreign Relations (ECFR) ha pubblicato oggi un nuovo policy brief, in cui sostiene che l’Unione Europea debba sviluppare con urgenza uno “EuroStack” indipendente sulle tecnologie critiche, per difendersi dal crescente rischio di strumentalizzazione delle sue dipendenze digitali da parte di potenze straniere.
Il nuovo report “Get over your X: A European plan to escape American technology” a firma di Giorgos Verdi, Policy Fellow, descrive come l’eccessiva dipendenza dell’Europa da cloud, intelligenza artificiale, chip e tecnologie spaziali americane costituisca un rischio geopolitico che le amministrazioni statunitensi, presenti e future, possono sfruttare.
L’autore descrive uno scenario plausibile nel prossimo futuro, definito “Liberation Day 2.0”, in cui gli Stati Uniti potrebbero limitare l’accesso europeo a servizi cloud, di intelligenza artificiale e satellitari, imporre controlli sulle esportazioni dall’oggi al domani o fare pressione sull’Europa per indebolire le sue regolamentazioni digitali. L’analisi documenta inoltre concreti casi recenti di coercizione tecnologica, dai minacciati blocchi dei servizi Starlink in Ucraina fino ai vincoli sulle esportazioni di chip che hanno interessato gli Stati membri dell’UE.
Alla luce di recenti sviluppi – come la ricalibrata strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti – le aziende tecnologiche straniere non possono essere ritenute affidabili per soddisfare le esigenze digitali critiche dell’Europa. Il report conclude che le dipendenze tecnologiche europee sono già oggetto di strumentalizzazione politica, che devono essere affrontate prima che si trasformino in vere e proprie crisi strategiche.
Raccomandazioni chiave:
Il policy brief invita l’UE a sviluppare una capacità europea “sufficiente” su quattro livelli critici dello stack tecnologico, invece di puntare a una completa indipendenza tecnologica:
- Spazio – l’ancora di salvezza dell’EuroStack
- Aumentare gli investimenti pubblici fino a 60 miliardi di euro nei prossimi 2-5 anni.
- Sostenere un ecosistema europeo di innovazione spaziale e riformare le regole sugli appalti.
- Sviluppare capacità europee di lancio riutilizzabili entro il 2035.
- Chips – il cuore dell’EuroStack
- Adottare un Chips Act 2.0 incentrato sui chip di uso comune essenziali per l’industria europea.
- Incrementare gli investimenti pubblici e privati per accrescere la capacità produttiva.
- Avviare una European Chip Design Academy e garantire supporto a lungo termine alle start-up nel settore dei chip.
- Cloud Computing – la base dell’EuroStack
- Designare i fornitori cloud dominanti come gatekeeper secondo il Digital Markets Act per limitare pratiche anticoncorrenziali.
- Obbligare l’uso di soluzioni cloud europee sovrane per la difesa e la pubblica amministrazione.
- Utilizzare gli appalti pubblici per favorire la crescita dei fornitori di servizi cloud europei, comprese le quote “Buy European”.
- IA – la frontiera dell’EuroStack
- Portare le quote europee del global compute al 5% entro il 2030 e al 10% entro il 2035.
- Espandere il venture capital e rimuovere le barriere interne all’innovazione.
- Fare dell’Europa l’hub globale dell’AI open-source, con il supporto prioritario dalle gigafactory europee di intelligenza artificiale.
Contesto:
- Il 70% dell’infrastruttura cloud europea è controllato da tre hyperscaler statunitensi.
- Nvidia domina il mercato dei chip per l’IA, mentre Starlink detiene quasi il monopolio dei servizi internet satellitari utilizzati in Europa.
- L’UE rappresenta meno del 10% della produzione globale di chip, e i leader europei dell’IA detengono solo il 2% del mercato globale dei modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM).
- Decisioni recenti degli Stati Uniti – come i controlli all’esportazione di chip, le sanzioni che limitano l’accesso al cloud e le minacce di bloccare i servizi satellitari – dimostrano come le dipendenze possano essere strumentalizzate anche da governi alleati.
L’autore Giorgos Verdi, Tech Policy Fellow, afferma:
“L’unico modo in cui l’Europa può proteggersi è quello di costruire un proprio “stack” tecnologico indipendente. La sovranità in questo caso non significa escludere gli altri, ma offrire agli europei diverse opzioni. Solo creando vere alternative europee, possiamo offrire una scelta più ampia ai consumatori, ai cittadini e ai governi. Queste tecnologie possono coesistere con i fornitori americani – ma prima l’Europa deve costruirle”.
INTERVISTE:
L’autore del policy brief è disponibile per commenti e interviste. Si prega di contattare il team di comunicazione ECFR ([email protected]).
SULL’AUTORE:
Giorgos Verdi è Policy Fellow presso lo European Council on Foreign Relations (ECFR). La sua ricerca si concentra sulle implicazioni delle tecnologie critiche ed emergenti per la competitività, la sicurezza economica e la politica estera dell’UE.
APPROFONDIMENTI CORRELATI:
Il lavoro di ECFR sui temi di geoeconomia e tecnologia è disponibile qui.
PARTNER:
Il policy brief è stato realizzato con il sostegno di Luminate Projects Limited.
ECFR non assume posizioni collettive. Le pubblicazioni di ECFR rappresentano il punto di vista degli autori.