Divisioni politiche nello Yemen del sud

L'Unione Europea dovrebbe continuare a sostenere la costruzione dello Stato nello Yemen e l'auto-determinazione dei meridionali

Brian Harrington Spier CC BY-SA
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Nel novembre 2019 il governo riconosciuto a livello internazionale dello Yemen ha firmato l'accordo di Riyadh con il gruppo separatista del Consiglio di Transizione del Sud (CTS). L'accordo mira a porre fine a un conflitto armato tra le parti riacceso tre mesi prima, quando il CTS aveva espulso il governo internazionalmente riconosciuto dalla sua capitale temporanea di Aden.

Questo scoppio di violenza ha costretto la comunità internazionale a concentrarsi sulla questione del sud, dopo aver trascurato la faccenda per affrontare la crisi derivante dall'acquisizione da parte dello Houthi di Sana'a e di vaste zone degli altipiani del Paese nel 2014.

Le potenze straniere coinvolte nella più ampia guerra in Yemen hanno prestato scarsa attenzione al separatismo meridionale, in parte anche perché vogliono che il Paese rimanga unito. Nonostante ciò, tale approccio è insostenibile:  la guerra rischia di disintegrare il Paese.

Il nuovo policy brief di ECFR a cura di Helen Lackner e Raiman al-Hamdani analizza origini, sviluppo e prospettive delle sfide politiche nello Yemen meridionale.

 

I punti principali:

Dal 2010, numerosi movimenti separatisti hanno portato avanti le principali richieste politiche nello Yemen del sud.

Questi gruppi sono spinti dalle proprie origini geografiche e storiche, sostenuti da diverse potenze straniere e divisi da richieste di indipendenza o autonomia.

Il CTS, il gruppo separatista più importante, sostiene di rappresentare tutto il sud, anche se ha un controllo limitato su alcuni governatorati occidentali.

Lo scontro del 2019 tra il consiglio e il governo riconosciuto a livello internazionale rappresenta la minaccia più grave per la coalizione anti-Houthi dall'inizio del conflitto yemenita.

L'accordo di Riyadh non è ancora stato attuato e non è chiaro se l'Arabia Saudita sarà in grado di farlo rispettare se gli Emirati Arabi Uniti non forniranno il pieno sostegno.                                                                

Il rapporto propone raccomandazioni su come l'Unione Europea dovrebbe:

Continuare a sostenere lo sviluppo e la costruzione dello Stato nello Yemen, potenziare gli sforzi di mediazione tra yemeniti e sviluppare piattaforme istituzionali e democratiche per permettere ai meridionali di decidere il proprio futuro.

Affrontare i molti e complessi problemi che affliggono lo Yemen meridionale se vogliono creare una soluzione sostenibile al conflitto.

Invece di riunire le fazioni e i partiti politici esistenti, il dialogo dovrebbe concentrarsi su questioni di sviluppo sociale ed economico, cercando di individuare programmi volti a risolvere i problemi quotidiani della popolazione. In questo ambito, l'UE potrebbe sponsorizzare una serie di incontri e iniziative di ricerca in vari settori.

Solo affrontando le sfide presenti nello Yemen meridionale, l'UE potrà riuscire a creare percorsi di mediazione e sviluppo neutrali e costruttivi in tutto il Paese.