Sicurezza energetica: come l’Europa può proteggere l’Ucraina da un inverno al buio 

Volodymyr Zelensky ha raggiunto un accordo per nuove forniture energetiche all’Ucraina in vista dell’inverno. Ora l’Europa dovrebbe aiutare Kyiv a diversificare le sue importazioni e a proteggere i giacimenti di gas ucraini con una solida difesa aerea

December 6th 2022, Kyiv, Ukraine: Looking over the left-bank districts of Kyiv as a thermal power plant smokes in the distance. Russia continues to attack Ukraine’s critical infrastructure, to disrupt electricity and heating during the cold winter months
6 dicembre 2022, Kiev, Ucraina: vista sui quartieri della riva sinistra di Kiev mentre una centrale termica fuma in lontananza. La Russia continua ad attaccare le infrastrutture critiche dell’Ucraina,
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Problema  

Gli ucraini si trovano di fronte alla prospettiva di un inverno al freddo e al buio. I continui attacchi russi alle infrastrutture energetiche hanno messo fuori uso circa il 55% della produzione nazionale di gas, costringendo Kyiv ad attingere alle sue riserve strategiche e a cercare nuove importazioni attraverso paesi dell’Unione Europea come Grecia e Polonia. Queste arrivano sotto forma di forniture di gas naturale liquefatto (GNL) provenienti da paesi terzi, che entrano nell’UE e vengono poi riesportate attraverso gasdotti verso l’Ucraina. 

Sebbene questa strategia di diversificazione aiuti l’Ucraina a resistere all’aggressione russa, presenta due tipi di problemi che gli europei devono affrontare affinché Kyiv possa mantenere la propria sicurezza energetica. 

Per prima cosa, diversificare le forniture offre all’Ucraina una maggiore profondità strategica, ma alcuni fornitori non sono del tutto affidabili. L’Egitto, che rifornisce di gas il porto greco di Alessandropoli – punto di approdo per il gas destinato all’Ucraina – sta affrontando carenze interne, una domanda in aumento e una produzione in calo. Di fatto, è diventato un importatore netto di gas. 

In secondo luogo, la produzione domestica di gas rimane essenziale per la sicurezza energetica e la resilienza economica del paese. Ma anche con l’assistenza finanziaria dell’UE, garantire forniture dall’estero ha un costo elevato; un’eccessiva dipendenza dalle importazioni rappresenta una vulnerabilità, soprattutto in tempo di guerra. È dunque una necessità strategica per Kyiv proteggere i propri giacimenti di gas dagli attacchi russi.

Soluzione  

La capacità dell’Ucraina di combattere efficacemente la Russia dipende dal benessere dei suoi cittadini. E questo, a sua volta, dipende dall’uso che l’Ucraina può fare della rete europea di gasdotti e terminali per le sue importazioni energetiche. 

Accordi come quello concluso il 16 Novembre ad Atene sono ciò di cui l’Ucraina ha bisogno: i paesi europei dovrebbero ora sfruttare il proprio capitale politico e diplomatico con i paesi produttori di gas naturale, come il Qatar o il Canada, per aiutare Kyiv a firmare nuovi accordi che diversifichino le sue fonti. Gli europei devono prestare però attenzione alla capacità degli esportatori di garantire volumi adeguati e di assicurare contratti almeno di medio termine – che vadano oltre il prossimo inverno. 

Inoltre, gli europei dovrebbero aumentare il loro contributo alla difesa aerea dell’Ucraina per proteggere efficacemente i giacimenti di gas del paese dalla Russia. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha recentemente espresso il desiderio di acquistare 25 sistemi Patriot dagli Stati Uniti — ma i paesi europei dovrebbero donare le proprie batterie di missili Patriot finché le nuove forniture non arriveranno. L’Ucraina deve difendere un certo livello di estrazione domestica per mantenere la propria capacità di combattere la Russia. 

Contesto  

Vladimir Putin mira a fiaccare la volontà degli ucraini di combattere costringendo il paese a ridurre elettricità e riscaldamento nei difficili mesi invernali. Il 17 novembre, Zelensky e il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis hanno annunciato un accordo per rafforzare la sicurezza energetica dell’Ucraina e rifornire il paese di gas naturale importato attraverso Alessandropoli e trasferito a Kyiv tramite i gasdotti dell’UE. L’accordo rafforza anche le ambizioni della Grecia di diventare un hub regionale per il GNL, permettendo ai paesi vicini di eliminare il gas russo dai propri sistemi energetici.

Dopo la sua visita ad Atene, Zelensky ha incontrato anche il presidente francese Emmanuel Macron per discutere della cooperazione nella difesa aerea e concordare l’acquisto di 100 caccia Rafale francesi. Se la loro consegna avverrà a lungo termine, la Francia si è comunque impegnata a fornire nel breve periodo droni e intercettori per supportare le difese aeree ucraine. 

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