Perché la Finlandia non si è mai unita ai quattro frugali

Dire che la Finlandia si unirà ai quattro frugali è esagerato, ma un membro dei frugali potrebbe benissimo essere il partner più logico per una coalizione con i finlandesi

European Union, 2020 ©
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Le foto del primo ministro finlandese Sanna Marin alla riunione speciale del Consiglio europeo di luglio sono state studiate attentamente in Finlandia. Perché era seduta con i frugali? Si tratta per caso di un cambiamento di rotta?

Se la Finlandia si separasse dalla Germania per allinearsi con Austria, Paesi Bassi, Svezia e Danimarca – noti come i “quattro frugali” a causa della loro relativa mancanza di solidarietà nella risposta UE alla crisi di covid-19 – questo segnerebbe un cambiamento importante. Fin dall'inizio della sua adesione all'UE, la Finlandia ha sempre cercato di allinearsi alla posizione tedesca. Ma potrebbe la nuova indulgenza tedesca sulle questioni economiche europee essere un po’ troppo per la Finlandia?

Questa domanda è importante perché i finlandesi non prendono alla leggera le coalizioni. Al contrario, per i finlandesi è una vecchia abitudine respingere rapidamente qualsiasi voce insinui che essi stiano entrando a far parte di un nuovo gruppo. Le coalizioni sono importanti, ma ciò che preoccupa maggiormente i finlandesi è la possibilità che gli estranei percepiscano la Finlandia come parte della coalizione sbagliata. Per questo motivo, da quando è entrata nell’UE, la Finlandia si è sempre sforzata di minimizzare gli stretti legami con gli altri Paesi nordici quand e, al momento di dover fare domanda di adesione alla NATO, è stata attenta al non essere vista come uno dei Paesi baltici.

Non sorprende, quindi, che il Primo Ministro abbia dovuto chiarire la sua scelta dei posti a sedere. Mentre i quattro frugali erano già pronti a festeggiare il sostegno della Finlandia, Marin si cimentava in altri incontri e colloqui. Durante queste discussioni, ha negato di essere entrata a far parte dei frugali, rassicurando che la Finlandia non fa parte di un nessun gruppo consolidato, ma che ha semplicemente stabilito delle partnership con alcuni Paesi su questioni ben precise (come riportato a Helsingin Sanomat il 20 luglio).

Questo è esattamente il modo in cui i leader finlandesi di solito spiegano l'approccio della Finlandia alle coalizioni o alla cooperazione con altri membri dell'UE. E i nuovi dati del nostro EU Coalition Explorer sembrano confermarlo.

La Finlandia entra in coalizioni in una vasta gamma di aree politiche. Tuttavia, pur avendo numerosi ed equilibrati legami con altri Stati membri in materia di politica fiscale, solo pochi paesi vedono la Finlandia come un partner in politica estera.

Il nostro Coalition Explorer conferma che la Germania, in quanto maggiore partner commerciale della Finlandia e leader nell'UE, continua ad essere un punto di riferimento centrale nella politica finlandese.

Ma un partner ancora più affine alla Finlandia potrebbe essere proprio il suo vicino di casa. La Finlandia ha contatti regolari con la Germania tanto quanto con la Svezia, ma soprattutto vede la Svezia come suo principale partner in quasi tutti i settori politici. Il livello di reciprocità tra Finlandia e Svezia è particolarmente evidente e supera nettamente quello tra Finlandia e Germania.

Questo è il caso anche se tra Finlandia e Svezia esistono effettivamente delle differenze politiche significative:  La Finlandia, ad esempio, si distingue per essere più favorevole a maggiore integrazione europea rispetto alla Svezia. Entrambe, tuttavia, collocano il cambiamento climatico, lo Stato di diritto e il mercato comune in cima all’agenda politica. I due Paesi sembrano mantenere stretti contatti tra loro in generale – in quello che è forse un esempio di “riflesso di coordinamento” (come lo definisce la letteratura sulla politica estera dell'UE).

Nel complesso, il Coalition Explorer prospetta un quadro sorprendentemente positivo sul potenziale di instaurare coalizioni con la Finlandia. L'alto livello di reattività del Paese nei confronti degli altri Stati membri è particolarmente evidente. La Finlandia si colloca infatti al quinto posto tra i Paesi più reattivi dell'UE – e anche al settimo posto tra i più influenti. Il concetto di reattività può essere in qualche modo aperto a interpretazione, ma un paese con questa caratteristica è un paese che prende sul serio le iniziative e studia le proposte in modo costruttivo. Questi sono, senza dubbio, elementi utili per una politica di coalizione ben funzionante e multidirezionale.

La Finlandia si distingue nel suo dare priorità allo Stato di diritto. Questa dimensione- la cui importanza è cresciuta rapidamente con l'aiuto della presidenza finlandese del Consiglio europeo nella seconda metà del 2019 – è diventata una parte centrale della politica finlandese dell'UE, anche se in modo piuttosto inosservato. Questa nuova tendenza politica finlandese sembra aver infastidito in modo particolare l'Ungheria, che annovera la Finlandia tra i Paesi più “deludenti”. Se l'enfasi sullo stato di diritto diventasse parte delle politiche e degli obiettivi della Finlandia per l'UE nel lungo periodo, questo potrebbe richiedere la creazione di nuove coalizioni. I principali candidati a tale coalizione sono gli altri Paesi dell'UE che pongono lo stato di diritto tra le loro massime priorità: Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Spagna e – naturalmente – il vicino finlandese, la Svezia.

Hanna Ojanen è membro del Consiglio di ECFR e professoressa presso la Finnish National Defence University.