La Cina si irrigidisce sulle sanzioni alla Corea del Nord

Il Consiglio di Sicurezza ONU ha votato la risoluzione 2270, la quinta  sulle sanzioni contro la Corea del Nord, a due mesi dall’esecuzione di un quarto test nucleare del 6 gennaio

ECFR Alumni · Director, Asia and China Programme
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Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha infine votato la risoluzione 2270, la quinta risoluzione sulle sanzioni contro la Corea del Nord, due mesi dopo l’esecuzione di un quarto test nucleare datato 6 gennaio. Questa risoluzione rafforza considerevolmente il regime di sanzioni esistente fino ad includere il divieto di esportazioni minerali e ispezioni obbligatorie di tutti i cargo che entrano ed escono dal paese. Con Keasong ora chiusa, il margine della Corea del Nord per fonti di guadagno legale si è ulteriormente ristretto.

Queste due nuove aggiunte al regime delle sanzioni hanno rafforzato lo schema attuale e hanno mostrato come la linea cinese sulle sanzioni alla Corea del Nord si sia evoluta da una profonda diffidenza a un chiaro supporto. Il Ministro degli Esteri Wang Yi ha lavorato per abbassare le attese post-test definendo le sanzioni non come fini a se stesse; e aggiungendo come la risoluzione delle Nazioni Unite non avrebbe dovuto provocare “nuove tensioni”. La linea guida della Cina è sempre stata che un embargo commerciale totale come quello imposto unilateralmente dagli Stati Uniti e dai suoi alleati non fosse un’opzione a livello delle Nazioni Unite. Secondo un esperto cinese intervistato all’inizio dell’anno a Pechino, “ciò è come una medicina cinese per il cancro: noi proviamo a prevenire la crescita delle cellule tumorali e a migliorare la condizione generale del paziente piuttosto che far consumare tutto il corpo con la chemioterapia”. In linea con questo approccio, la Cina ha respinto un più ambizioso piano degli Stati Uniti immediatamente successivo al test nucleare di gennaio perché questo includeva il divieto alle esportazioni di petrolio, ma questa volta ha sottoscritto una risoluzione che in linea teorica danneggerà molti nel Nord-Est della Cina che commerciano minerali con la Corea del Nord.

Ciò è in linea con la linea dura adottata da Xi Jinping dopo il terzo test nucleare, un mix di isolamento, pressione e perfino umiliazione. I contatti politici con la Corea del Nord sono congelati.

La Cina ha adottato misure concrete per rafforzare il regime delle sanzioni del Consiglio di Sicurezza, rafforzando i controlli al commercio e arginando le transazioni finanziarie illecite – al punto che le organizzazioni internazionali e le ambasciate straniere operanti a Pyongyang incontrano maggiori difficoltà nel loro lavoro quotidiano. La Cina ha anche aggiunto al danno la beffa, ricevendo il presidente sudcoreano Park Geun-hye come ospite d'onore alla parata militare del settembre 2015, per commemorare il 70 ° anniversario della sconfitta del Giappone nella Guerra del Pacifico. Questa asimmetria di trattamento della Cina nei confronti delle due Coree è stato un potente simbolico cambio di rotta nella sua prassi diplomatica.

Questo momento di crescente convergenza tra Cina e Stati Uniti sulle sanzioni alla Corea del Nord è sostenuto nonostante la Cina veda un deterioramento della sicurezza in Asia Orientale. Un partito indipendentista ancora al potere a Taiwan e il rafforzamento della presenza statunitense nel sud del Mar della Cina costituiscono grandi preoccupazioni per Pechino. A peggiorare le cose, il test nucleare nordcoreano ha fatto sì che si tagliasse corto sul dibattito in corso a Seul sul dispiegamento di un potente sistema radar in Corea del Sud, come parte di un sistema di difesa missilistico guidato dagli USA. Per descrivere quel sistema – THAAD – Wang Yi ha citato una vecchia storia: “Xiang Zhuang ha eseguito la danza delle spade come copertura per il suo tentativo di uccidere Liu Bang”: Pechino percepisce THAAD come una forza missilistica che punta nuovamente la Cina.

Nonostante ciò, quello che stiamo vivendo è un ulteriore giro di vite. Tuttavia ci sono due importanti possibili caveat. Primo, non ci sono segnali che l’isolamento diplomatico sia ancora percepito come una buona opzione da Pechino. Lo scorso ottobre, Liu Yunshan, un membro del Comitato Permanente del Politburo, ha partecipato alla parata militare a Pyongyang per commemorare il 70° anniversario del Partito dei Lavoratori della Corea, con una spettacolare mossa rompighiaccio. Recentemente il rappresentante cinese nei negoziati a sei Wu Dawei è stato a Pyongyang, il che mostra un tentativo di dialogo piuttosto che isolamento.

Secondo, l’applicazione rimane la questione più importante, specialmente perché il gioco sino-statunitense sulle sanzioni si è fatto ancor più complicato a seguito dell’adozione delle nuove sanzioni unilaterali da parte degli Stati Uniti all'inizio di febbraio. Il provvedimento firmato dal Presidente Obama presenta una clausola sul “boicottaggio secondario” che ha come obiettivi persone ed entità in paesi terzi che hanno rapporti con la Corea del Nord. Ciò è potenzialmente veleno per le relazioni tra Cina e Stati Uniti. Le maggiori banche cinesi bloccano i conti a persone ed entità nordcoreane dai conti e congelano gli asset. Il quadro è misto e complesso. L'economia nordcoreana si basa su una solida rete di transazioni finanziarie con le province nordorientali cinesi. Ci sono anche molti discreti legami commerciali fondati su reti personali, anche per le importazioni di risorse naturali della Corea del Nord. Nel corso degli anni, la Corea del Nord ha sviluppato sofisticate strategie di elusione delle sanzioni, che in parte comprendono attività sul suolo cinese, come documentato dal report annuale del panel di esperti delle Nazioni Unite.

Questo rende l’efficace applicazione della legge da parte delle autorità cinesi nei confronti delle transazioni illegali la chiave per l’implementazione del regime delle sanzioni, adesso una questione sensibile e divisiva anche nelle relazioni tra Cina e Stati Uniti. Far rispettare il divieto delle esportazioni di minerali danneggerà centinaia di operatori e funzionari cinesi e richiederà un grande schieramento di forze per il controllo delle frontiere. Analogamente, il controllo del traffico dei cargo nei porti di Dalian e Dandong supera tutto quello che la Cina aveva già accettato in termini di monitoraggio dei traffici illeciti dalla Corea del Nord. Ciò che è necessario per far rispettare le sanzioni è un enorme operazione congiunta da parte del Ministero della Pubblica Sicurezza e delle dogane cinesi.

Questo è importante per l'Europa? L'Unione europea ha le sue sanzioni contro la Corea del Nord, che vanno anche al di là della portata delle risoluzioni delle Nazioni Unite; Francia e Regno Unito sono forti sostenitori di un regime di sanzioni più ampio al Consiglio di Sicurezza, ma comprensibilmente non sono al posto di comando della diplomazia multilaterale. In realtà, l'Europa occupa solo una nicchia a causa della sua intensa attività presso le Nazioni Unite per far luce sulle violazioni dei diritti umani in Corea del Nord. In questo contesto, l'Europa potrebbe lavorare per assicurare che l’applicazione delle sanzioni preveda deroghe umanitarie per garantire che le organizzazioni internazionali così come il World Food Program possano continuare ad operare.