L’Europa ha un problema in Italia: come contrastare l’ascesa di Roberto Vannacci
Sebbene Futuro Nazionale, il Partito di estrema destra guidato da Roberto Vannacci, abbia solo quattro mesi di vita, continua a raccogliere consenso e per questo non dovrebbe essere sottovalutato. È importante che la minaccia che rappresenta per l’ordine democratico sia riconosciuta in Italia come in Europa
Il problema
La campagna elettorale italiana in vista delle elezioni del 2027 è già iniziata. Finora, il dibattito è stato tendenzialmente dominato dai partiti d’opposizione, che fanno leva su presunte debolezze della politica di governo del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni su Russia, Ucraina e spese per la difesa.
Una persona in particolare alimenta queste critiche: l’ex Generale Roberto Vannacci ed il suo partito di estrema destra, Futuro Nazionale. Con Meloni in difficoltà nel giustificare il proprio impegno verso l’Ucraina, la NATO e l’UE, e una parte della sinistra italiana di stampo pacifista, Futuro Nazionale incarna un nazionalismo ideologico che potrebbe rivelarsi di fondamentale importanza per il blocco di destra italiano in vista del 2027.
Vannacci rappresenta inoltre un cavallo di Troia se si guarda all’influenza russa in Italia. Ha dichiarato pubblicamente che non avrebbe difficoltà ad accettare finanziamenti legali da Mosca o Pechino, e ha adottato una posizione transazionale e sovranista ispirandosi a quella di Viktor Orbán in Ungheria. Sul piano interno, questo è un argomento facile da vendere – come confermato da un recente policy brief di ECFR, secondo cui gli italiani sono molto favorevoli a riprendere le importazioni di gas e petrolio russi. Questa apertura verso la Russia è inoltre accentuata dal suo passato militare: Vannacci è stato attaché militare all’ambasciata italiana a Mosca, il che solleva preoccupazioni in materia di controspionaggio e sicurezza.
Qualora Futuro Nazionale entrasse in una coalizione di governo, il background di Vannacci potrebbe mettere in difficoltà il consenso collettivo dell’UE in materia di sicurezza. Un governo italiano sotto l’influenza di Vannacci potrebbe ad esempio bloccare le iniziative di difesa dell’UE, porre il veto sulle sanzioni o far trapelare informazioni riservate su questioni di sicurezza. Per Meloni, normalizzare Vannacci potrebbe provocare una rottura immediata con il mainstream europeo con cui la Premier collabora dal 2022. In definitiva, Vannacci potrebbe paralizzare la capacità di Bruxelles di agire come attore geopolitico coerente.
La soluzione
Per comprendere la portata della minaccia che Vannacci rappresenta per l’UE, gli europei dovrebbero guardare oltre il copione del populismo europeo contemporaneo. Mentre leader come Marine Le Pen hanno trascorso anni a perseguire la retorica della “dédiabolisation” — allontanandosi meticolosamente dal regime di Vladimir Putin per conquistare credibilità con i partiti “tradizionali” — Vannacci potrebbe facilmente allinearsi con il partito filorusso Alternative für Deutschland (AfD).
Italiani ed europei non dovrebbero quindi considerare Futuro Nazionale un semplice movimento di destra. Vannacci — che siede anche al Parlamento europeo — dovrebbe invece essere gestito come una questione strategica. A prescindere che Futuro Nazionale entri o meno in un secondo governo Meloni, l’emergere del partito dimostra come il mainstream europeo non possa più limitarsi a contenere l’estrema destra o l’estrema sinistra. Considerato come nuovi attori radicali stanno ridisegnando il panorama politico, gli europei dovrebbero tutelare la credibilità della politica democratica.
Meloni dovrebbe escludere Futuro Nazionale da qualsiasi opzione di governo e resistere a questo nuovo canto di sirena dell’estrema destra, utilizzando quel capitale politico che lei stessa ha costruito a livello europeo dal 2022. Meloni è stata in prima linea nel sostegno all’Ucraina, nella collaborazione sulla politica commerciale dell’UE, nelle iniziative sulla migrazione e nel contributo alle risposte che l’UE ha fornito agli sviluppi internazionali. È inoltre da sottolineare come Meloni abbia mantenuto un rapporto amichevole con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Tuttavia, anche il mainstream conservatore europeo deve reagire. Ad oggi, sta perseguendo una strategia di normalizzazione dei partiti anti-UE cercando il loro sostegno politico a livello dell’Unione e al Parlamento europeo. Costruire un cordone sanitario attorno alle forze anti-UE richiede un impegno condiviso: i leader conservatori europei dovrebbero lavorare insieme per dimostrare ai propri elettori di essere in grado di rifiutare posizioni così estreme. Una collaborazione pragmatica tra questi leader aiuterebbe anche a superare alcune divisioni che stanno paralizzando il processo decisionale su questioni come la minaccia russa alla sicurezza e la migrazione.
Il contesto
Giorgia Meloni è andata al governo nel 2022 e si è gradualmente affermata come leader conservatrice pragmatica, distinguendosi dalle forze più apertamente revisioniste della destra europea. Ma la sua recente decisione di non partecipare alla riunione della Coalizione dei Volenterosi a Parigi dello scorso13 luglio rivela la pressione a cui è sottoposta che la spinge a concentrarsi prevalentemente sugli impegni interni, in vista delle elezioni italiane del 2027, piuttosto che sui dibattiti europei su Russia, Ucraina e difesa.
In questo contesto, Vannacci è una forza chiave. Futuro Nazionale, fondato appena quattro mesi fa, ha al momento un consenso intorno al 6% e si sta affermando come seconda forza nel blocco di destra italiano. Il programma del partito combina retorica nazionalista, opposizione al sostegno militare all’Ucraina, apertura ai finanziamenti elettorali leciti da Russia e Cina, e un approccio conflittuale verso i valori della democrazia liberale.
La sua traiettoria ideologica rispecchia l’architettura sociale, l’etnonazionalismo e l’euroscetticismo sistemico dell’AfD. Vannacci non è vincolato da interessi economici regionali o da dinamiche di coalizione, a differenza del leader della Lega, Matteo Salvini. Risulta quindi una figura imprevedibile ed una mina vagante. Futuro Nazionale è dunque ben posizionato per capitalizzare le ansie sociali e i malcontenti economici e spostare la finestra di Overton verso un revisionismo radicale.
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