Recent developments in Ukraine and Crimea lead to several questions on the future of Kiev, its relations with Europe, Russia’s role, the consequences on the post-soviet region, the US position and the reactions of some of most relevant international actors as China, Turkey and the Arab region.
“Da trent'anni cerchiamo di integrare la Russia nella comunità internazionale, e ora la stiamo isolando nuovamente” Queste parole, pronunciate da un funzionario britannico, riassumono il disappunto e lo smarrimento della diplomazia occidentale nel gestire la crisi con la Russia.
Secondo Ivan Krastev, Board Member di ECFR e Presidente del Centre for Liberal Strategies, l'influenza di Orban in Europa é seconda solo a quella della Merkel.
“La politica internazionale può apparire dominata da eventi casuali. Ma in realtà funziona sulla base di aspettative razionali. Se tali aspettative si dimostrano sbagliate, l’ordine internazionale si dissolve. Gran parte dell’Europa non aveva previsto – come da ultimo ha sottolineato Ivan Krastev, uno dei migliori politologi della nuova generazione – che la Russia avrebbe reagito alla rivoluzione di Kiev annettendosi la Crimea. A essere onesti l’Italia, nelle discussioni del 2013 sull’offerta di partnership all’Ucraina, aveva cercato di mettere in guardia i colleghi europei.”
Timothy Garton Ash, Board Member di ECFR e Professore di Studi Europei presso l'Università di Oxford analizza per La Repubblica la figura di Xi Jinping, imperatore cinese ma sopratutto “leninista”