Un’analisi del risultato delle elezioni italiane

L’Italia ha votato, e l’esito è stato parecchio diverso rispetto alle previsioni dei sondaggi. Bersani dispone di una maggioranza alla Camera, Berlusconi è ancora un attore rilevante nella politica italiana, Monti è ininfluente e il movimento anti-sistema di Beppe Grillo è diventato il primo partito in Italia. Inoltre, poichè nessun partito ottiene la maggioranza assoluta al Senato, l’Italia rischia la paralisi.

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L’Italia ha votato, e l’esito è stato parecchio diverso rispetto alle previsioni dei sondaggi. Bersani dispone di una maggioranza alla Camera, Berlusconi è ancora un attore rilevante nella politica italiana, Monti è ininfluente e il movimento anti-sistema di Beppe Grillo è diventato il primo partito in Italia. Inoltre, poichè nessun partito ottiene la maggioranza assoluta al Senato, l’Italia rischia la paralisi.

Il movimento di Grillo ha attirato molta attenzione, sebbene questo successo vada compreso alla luce della crisi del sistema politico e dei partiti tradizionali che hanno perso circa 12 milioni di sostenitori rispetto alle elezioni del 2008.

Nello specifico:

  • Silvio Berlusconi ha perso 6.297.343 voti (- 46,20%)
  • La Lega Nord ha perso più della metà (1.634.387) dei voti (- 54%)
  • Bersani e il Partito Democratico hanno perso, a sorpresa, 3.452.606 voti (- 28%)
  • L’Unione di Centro (UDC) di Casini ha perso 1.441.937 voti (- 70,33%)

Il partito di Grillo ha ottenuto 8.689.168 preferenze alla Camera, trasformando l’ex comico nel leader del partito italiano più votato. Inoltre, in queste elezioni vi è stata un’astensione relativamente alta. In Italia, l’affluenza alle urne è tradizionalmente elevata, ma in queste elezioni è scesa al 75.41%, rispetto al 80.40% del 2008. Se gli altri partiti hanno cercato di motivare i propri sostenitori per spingerli a votare, Grillo si è adoperato per costruire una nuova e appassionata base elettorale.

La corsa di Grillo è stata unica dal punto di vista del risultato: una campagna minima – niente televisione, solo internet e la personalità dell’ex comico. Lo “tsunami tour” ha avuto successo e ha riportato nelle piazze italiane molti cittadini. Nel suo ultimo discorso a Roma erano presenti più di un milione di persone, tra cui molti giovani laureati e disoccupati.

Nonostante l’incredibile “ritorno” di Berlusconi, occorre ricordare che l’ex premier le elezioni le ha perse. Sia il suo partito che la sua coalizione hanno perso milioni di voti. Ad ogni modo, il risultato sarebbe stato persino peggiore se non avesse condotto in maniera magistrale la campagna elettorale. Berlusconi è un grande comunicatore e ha fatto una promessa chiara agli italiani: restituire l’IMU in contanti e abolire le tasse imposte da Monti.

A modo loro, sia Grillo che Berlusconi hanno capitalizzato il risentimento verso le politiche di austerità. Non deve sorprendere, quindi, se uno dei principali sconfitti di queste consultazioni è Monti. L’ex Commissario europeo e attuale premier è stato lodato in tutta Europa. Ma l’uomo incaricato di “salvare” l’Italia ha dovuto realizzare che la medicina dell’austerità non è popolare tra gli elettori. Ha ottenuto il 10.5% alla Camera e il 9.15% al Senato. Ha fatto due errori tattici. In primo luogo ha sovrastimato il potenziale del voto cattolico, che rimane sostanzialmente irrilevante. In più, ha provato a reinventarsi come politico, con scarso esito. Ha lottato per cambiare la sua immagine di tecnocrate, utilizzando un linguaggio più popolare e ricevendo sostegno dai leader europei. Questo ha rafforzato la convinzione che Monti ricevesse gli ordini dall’Europa e che vi fossero ingerenze esterne negli affari nazionali.

E’ abbastanza ragionevole pensare che il Partito Democratico provi ad allearsi con Grillo, lasciando fuori sia Berlusconi che Monti. Se questo dovesse accadere, tuttavia, avremmo uno scenario instabile, vista l’imprevedibilità del movimento di Grillo. Per la nuova generazione di parlamentari grillini (163) non esistono destra e sinistra: valuteranno caso per caso in base alle proposte e coerentemente con il loro programma. Sembra chiaro che il regime di austerità attuato da Monti appartiene al passato e ciò avrà delle ripercussioni anche in Europa.