La vittoria di Renzi: Federica Mogherini nominata Alto Rappresentante

Silvia Francescon, Direttrice dell'Ufficio di Roma di ECFR, sulla nomina di Federica Mogherini ad Alto Rappresentante dell'UE

ECFR Alumni · Head, ECFR Rome Office

Lo ammetto: ero fra coloro che credevano che il Presidente del Consiglio Matteo Renzi fosse troppo sicuro di sé nel candidare Federica Mogherini per la carica di Alto Rappresentante.

A luglio, 11 stati membri dell’Europa dell’Est avevano bloccato la candidatura del Ministro degli Esteri italiano, a causa della sua presunta vicinanza alla Russia. Molti di noi avevano visto in quest’opposizione la fine delle speranze per il Ministro Mogherini. Renzi era stato troppo precipitoso nel proporre – anzi nel pretendere – la sua candidatura, esponendo il giovane Ministro a violenti critiche: troppo giovane, poca esperienza, poco conosciuta e priva di quella leadership necessaria per gestire le enormi sfide del mondo odierno.

Tuttavia, come ho scritto all’indomani delle elezioni europee, Renzi aveva una carta da giocare: il 41% dei voti alle elezioni per il Parlamento Europeo in Italia. Sebbene sia risaputo che Renzi sia un abile giocatore, molti ritenevano che non sarebbe stato capace di giocare in Europa alla stessa maniera in cui gioca in Italia. Sembrava improbabile che fosse in grado di giocare a tali livelli, invece ha giocato e ha vinto, di nuovo, in Europa così come aveva già fatto in Italia.

I fatti dimostrano che Renzi è stato più pragmatico di coloro che chiedevano invece l’assegnazione di un portfolio economico per l’Italia. Ottenere un portfolio economico sarebbe stato certamente importante, ma i sostenitori di tale strategia forse dimenticavano che il Presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, è italiano e che tale carica conta molto.

Renzi ha vinto la sua battaglia per la Mogherini, in primo luogo, all’interno del Partito dei Socialisti Europei (PES), in cui la Mogherini è conosciuta, considerato che prima di diventare Ministro degli Esteri italiano ha fatto sì che il Partito Democratico italiano entrasse nella coalizione europea. In secondo luogo, è riuscito a persuadere la Cancelliera tedesca Angela Merkel. A quanto pare, quando Renzi ha ringraziato la Merkel per il suo supporto al candidato italiano, la Cancelliera avrebbe risposto: “Te lo dovevo”. Inaspettatamente, Renzi sa come muoversi in Europa, che piacciano o meno le modalità.

Non condivido l’opinione di coloro che pensano che la carica di Alto Rappresentante debba essere assegnata ad un Ministro degli Esteri con esperienza. Sfortunatamente essere Ministro di uno stato membro e essere Alto Rappresentante sono due cose distinte. Oggi i Ministri degli esteri degli stati membri spesso combattono per i propri interessi nazionali. L’Alto Rappresentate, invece, deve avere un visione collettiva dell’Europa, deve essere capace di costruire tale visione e deve spronare l’azione collettiva. Federica Mogherini è certamente una vera europeista, come dimostrano la sua carriera e il background politico ed è forse più europeista di molti altri Ministri europei presumibilmente più esperti. Questo, al giorno d’oggi, non deve essere dato per scontato.

Nessuno avrebbe discusso il livello di esperienza del nuovo Alto Rappresentante se fosse stato nominato un grande nome. La Mogherini non ha bisogno di giustificare il proprio diritto a ricoprire tale carica, anche perché non tutti, nell’ambiente delle relazioni internazionali, conoscono i suoi legami con i Progressisti americani, soprattutto con la nuova generazione del Partito Democratico, il suo impegno nella cooperazione internazionale e lo sviluppo e la sua ventennale esperienza su dossier di politica estera.

In qualità di Ministro degli Esteri Italiano, Federica Mogherini ha già viaggiato molto. Durante il mandato europeo potrebbe viaggiare di meno, delegare di più e dare priorità agli obiettivi da raggiungere. Come emerso durante la conferenza stampa da lei tenuta, sembra che abbia già indicato le priorità del proprio mandato. In qualità di Vice Presidente della Commissione europea, dovrebbe cercare di dare nuova energia al sogno europeo che ha bisogno di un nuovo impulso; in qualità di Alto Rappresentante, dovrebbe affrontare le crisi (al plurale) dell’Europa iniziando dal Mediterraneo. Per quanto riguarda il Mediterraneo, l’Europa deve dare quella risposta politica non ancora articolata con chiarezza. Siamo continuamente colti di sorpresa da eventi come l’avanzata dello Stato Islamico, e dall’eredità che l’Occidente ha lasciato nel mondo, come nel caso dell’Iraq. L’Occidente fornisce armi ad attori senza esaminare i legami tra fazioni, ribelli e tribù.

Come dichiarato dalla Mogherini, le sfide sono immani. Tuttavia, prima di dichiarare la sconfitta, dovremmo dare una chance a questa nuova Europa.