Unione energetica: il punto di vista dell’Italia

L’Europa manca di una politica energetica comune e coerente che possa garantire un approccio più assertivo nei confronti dei suoi maggiori fornitori. Questa è una priorità per il governo italiano, sia per la sua dimensione interna e nazionale che per quella internazionale.

Silvia Francescon
ECFR Alumni · Head, ECFR Rome Office

In occasione della visita a Roma per la canonizzazione dei due papi, il Primo Ministro polacco Donald Tusk ha partecipato ad un incontro bilaterale con il Presidente del Consiglio Matteo Renzi durante il quale si è discusso della crisi ucraina e della sicurezza energetica con un focus sulla recente proposta franco-polacca per un’Unione Energetica.

Il progetto franco-polacco rappresenta un importante contributo per incoraggiare il dibattito tra gli stati membri. Un dibattito necessario da tempo la cui urgenza è stata dimostrata dalla crisi ucraina.

L’Europa manca di una politica energetica comune e coerente che possa garantire un approccio più assertivo nei confronti dei suoi maggiori fornitori. Questa è una priorità per il governo italiano, sia per la sua dimensione interna e nazionale che per quella internazionale.

Come in altri stati membri, a livello nazionale la crisi ucraina ha incoraggiato un animato dibattito, soprattutto sulla questione della sicurezza e dell’indipendenza energetica. Nonostante il governo italiano abbia assicurato che, nel medio e breve periodo, l’Italia non sarà colpita dalla crisi, anche in termini di fornitura di energia, l’Italia ha colto l’occasione per sottolineare l’urgenza di una maggiore integrazione europea. La proposta franco-polacca è, dunque, in linea con l’orientamento strategico dell’Italia, come già descritto nella Strategia Energetica Nazionale del 2013, il cui punto cardine, tra gli altri, è la diversificazione energetica, sinonimo di maggiore indipendenza.

A livello europeo, l’energia sarà un punto cruciale per l’imminente Presidenza italiana dell’UE. Tra le priorità dell’Italia, una politica energetica europea più integrata. Inoltre, il governo italiano ha intenzione di chiedere al Consiglio europeo di includere tra le conclusioni del 2014 il completamento del mercato energetico entro il 2014. L’ambizione dell’Italia è quella di promuovere una maggiore integrazione tra energia e politiche ambientali, come esorta il Green Book della Commissione europea. Per quanto riguarda la dimensione esterna della questione energetica, l’Italia intende rafforzare il dialogo con Israele, Algeria, Russia, Azerbaijan e Balcani orientali e promuovere una politica energetica europea più cooperativa, coerente e indipendente.

Roma ha appena ospitato il G7 sull’energia. Tra le conclusioni, che verranno presentate al prossimo G7 di giugno a Bruxelles, il bisogno urgente di rafforzare la politica energetica comune per garantire una diversificazione più affidabile e sostenibile.